Arriva in Italia un nuovo farmaco contro l’epatite C: cure più brevi ed efficaci

Medicina Interna | Redazione DottNet | 26/09/2012 19:27

Sta per essere lanciato sul mercato italiano un nuovo farmaco contro l'Epatite C basato sulla molecola 'telaprevir'. Secondo gli esperti, si tratta di un importante passo avanti nella lotta contro questa malattia, perche' puo' offrire ai pazienti una cura piu' efficace a fronte di una terapia piu' breve. Il farmaco e' un cosiddetto antivirale ad azione diretta (DAA), ed e' stato approvato dall'agenzia europea del farmaco per essere utilizzato in associazione con la terapia standard ''per il trattamento dei pazienti adulti affetti da epatite C cronica di genotipo 1'', che rappresenta il 60% delle infezioni globali ed e' il piu' difficile da curare.

 L'efficacia della nuova molecola e' stata verificata con tre studi clinici di fase III (quindi molto avanzata); in particolare, lo studio Advance ha mostrato che ''il regime terapeutico a base di telaprevir incrementa significativamente la percentuale di guarigione dall'infezione cronica da HCV di genotipo 1 rispetto alla terapia standard nei pazienti nuovi al trattamento (79% vs 46%)''. Lo studio Realize, invece, ha dimostrato ''un incremento della percentuale di guarigione nei pazienti con una precedente recidiva ed in quelli che avevano avuto una risposta parziale a trattamenti precedenti'', rispettivamente dell'84% vs 22% e del 61% vs 15%. ''Con i nuovi antivirali ad azione diretta - spiega Massimo Colombo, professore ordinario di gastroenterologia all'Universita' degli Studi di Milano - siamo in grado di elevare complessivamente le possibilita' di guarigione di un 30-40%, rendendo piu' efficienti le nostre opportunita' di cura. D'altro canto, questi farmaci introducono algoritmi di cura piu' complessi rispetto alla terapia standard. Per questo motivo e' importante creare una rete di centri ospedalieri idonei a trattare i pazienti con le nuove molecole''. La Lombardia, in particolare, ''si sta attrezzando: ha gia' costituito un Gruppo di lavoro - aggiunge l'esperto - che dara' vita a una rete ospedaliera in grado di far afferire i pazienti ai presidi presenti sul territorio, centralizzando presso laboratori 'esperti' l'analisi, ad esempio, dei campioni biologici, per velocizzare i risultati necessari per adeguare gli algoritmi di cura all'introduzione dei nuovi farmaci''. ''Il numero sempre piu' elevato di pazienti che grazie ai nuovi farmaci potranno bloccare l'evoluzione della malattia - conclude Ivan Gardini, presidente dell'associazione Onlus EpaC - portera', come naturale conseguenza, all'abbattimento dei costi di gestione e di ospedalizzazione dell'epatite C cronica e delle sue temibili complicanze, come cirrosi, tumore e trapianto di fegato; ma anche a un deciso miglioramento della qualita' di vita per il paziente e per la sua famiglia. Anche per questo ci aspettiamo il sostegno di tutti e in particolare delle Regioni per avere un accesso immediato ai nuovi trattamenti''.

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