L’Agenas pubblica le linee guida sul melanoma. Dati in aumento

Redazione DottNet | 01/10/2012 16:52

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Valutazione dei fattori di rischio, controlli periodici, studio genetico nel caso di familiarita'. E ancora: il trattamento del melanoma primario e delle recidive, fino al trattamento del cancro della pelle in gravidanza. Sono alcuni dei punti sviluppati nelle prime linee guida italiane clinico-organizzative sul melanoma, elaborate dall'Agenzia per i Servizi Sanitari Nazionali (Agenas) in collaborazione con gli Istituti Regina Elena e San Gallicano. Il documento (clicca qui per scaricare il volume completo) rappresenta ''uno strumento concreto, applicabile alla realta' italiana, per indirizzare i medici nella gestione della malattia - afferma Bruno Rusticali, Coordinatore Linee guida Agenas - e si basa sulle migliori evidenze disponibili, aperte alle acquisizioni piu' recenti''.

 Negli ultimi 20 anni l'incidenza del melanoma nel mondo e' aumentata di oltre il 4% all'anno in entrambi i sessi. I trend recenti indicano un aumento persistente per gli uomini e un rallentamento per le donne. In Italia l'incidenza e' di 14,3 casi per 100.000 uomini e 13,6 casi per 100.000 donne (dati AIRTUM), ed e' al terzo posto per numero di nuovi casi nella fascia di eta' da 0 a 44 anni. Non solo: oltre il 50% dei casi viene diagnosticato entro i 59 anni d'eta'. Importante è, dunque, la prevenzione e lo studio mirato dei casi, come avviene, per esempio, al Melanoma Cancer Center.  ''Un controllo di routine da uno specialista - conclude Caterina Catricala', responsabile scientifico del progetto - e' opportuno se esistono fattori di rischio quali i numero dei nevi, fototipo, episodi di scottature durante l'infanzia e storia familiare o personale di melanoma. Il 10% dei casi di melanoma presenta familiarita'. E' quindi e' importante lo studio dei geni coinvolti nell'insorgenza del melanoma cutaneo''