Rimborsi Specialisti: La presidenza del consiglio paga 2,5 milioni di euro in SOLI 5 MESI.

Consulcesi Informa | 03/10/2012 16:32

Ogni dubbio sul diritto al rimborso è stato fugato: altri 2.5 milioni di euro sono in erogazione a soli 5 mesi dalla sentenza esecutiva di Venezia. Si tratta dell’ulteriore conferma che la strada in tribunale è segnata tutta a favore del medico e che non è prescritto alcun diritto ad ottenere quanto dovuto per giunta con tempi di effettiva erogazione sempre più rapidi.

La Transazione De Lillo diventa quindi, sempre più, la sola alternativa per lo Stato per evitare una spesa insostenibile, chiudendo questa annosa questione in modo assolutamente soddisfacente per entrambe le parti. Ma facciamo un passo indietro e ricordiamo la proposta di De Lillo che, siamo al 10 luglio scorso, ha ottenuto di inserire nell’ordine del giorno della Commissione Cultura il suo disegno di legge (n. 2786/2011) al momento all’approvazione della Commissione bilancio. Si tratta del primo passo per portare in Parlamento una proposta che prevede un rimborso forfettario di 20 mila euro a testa per ogni anno di corso, senza interessi né rivalutazione delle somme, in favore esclusivamente dei medici che si sono già rivolti alla legge per ottenere quanto loro dovuto. La sola Consulcesi, infatti, ha fino a oggi portato in Tribunale con esito positivo circa 3.280 medici per un totale complessivo di 204.600.000 euro, che la Presidenza del Consiglio dei Ministri e i Ministeri competenti saranno costretti a sborsare. Considerando che per tutti i ricorrenti è stata fatta richiesta (in Corte d’appello e/o in Cassazione) delle differenze nell’importo assegnato nonché degli interessi e della rivalutazione monetaria delle somme, il rischio per lo Stato è quello di dover riconoscere ulteriori 177.600.000 euro. Il totale, quindi, potrebbe salire a 382.200.000 euro. In prospettiva, poi, essendo ancora 32.127 gli Associati Consulcesi che hanno cause in corso, se tutte si concludessero con una sentenza positiva, la somma ammonterebbe a quasi 4 miliardi di euro.

Occorre però ricordare che per poterne beneficiare e non perdere definitivamente il diritto al rimborso bisognerà aver aderito alla causa. Spiega il Senatore De Lillo, che aveva già presentato il suo disegno di legge lo scorso anno, proprio su stimolo dell’Associazione Consulcesi: "questa iniziativa legislativa è l’unica che possa garantire allo stesso tempo sia i legittimi interessi dei medici che non hanno ricevuto quanto loro dovuto, sia l’esigenza dello Stato di contenere i costi. In tal modo l’Italia riconosce il diritto sancito dall’Unione Europea, come stanno facendo tutte le più recenti sentenze, intraprendendo la sola strada possibile per dirimere definitivamente la questione". La via della transazione potrà risolvere in modo definitivo il contenzioso, ma la condizione essenziale per poter accedere a questi rimborsi forfettari è aver già aderito a una causa. Come spiega il Presidente di Consulcesi, Massimo Tortorella: “dato che solo le cause in essere potranno accedere al compenso a forfait, è essenziale che tutti i medici interessati siano informati e che si attivino velocemente. Il nostro impegno in questi giorni va proprio nella direzione di diffondere il più possibile la notizia e dare tutte le informazioni necessarie ai professionisti, anche tramite una consulenza gratuita da parte dei nostri legali". La proposta di De Lillo nasce a seguito delle decisioni di diversi tribunali di tutta Italia, che hanno confermato come lo Stato italiano si sia adeguato con molto ritardo alle norme comunitarie e come il diritto dei medici non sia prescritto. Le direttive europee prevedono, infatti, che coloro che si sono iscritti a un corso di specializzazione a partire dal 1983 debbano ricevere un’adeguata remunerazione sotto forma di borsa di studio. L’Italia ha però recepito la norma solo dieci anni dopo, escludendo dai diritti sanciti di tutti quei medici che avevano frequentato i corsi di specializzazione dal 1982 al 1991".

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