Balduzzi dovrà riscrivere l’articolo sulle cure primarie. Vicenda Onaosi: il Codacons denuncia il ministro sul mancato rispetto della sentenza che dispone la restituzione di 450 milioni ai medici italiani

Redazione DottNet | 04/10/2012 14:51

Ci sono due Commissioni al lavoro e che dovranno dare risposte certe alla platea di medici italiani. La prima è la Commissione Affari sociali alla Camera che dovrà dare il voto degli emendamenti al decreto sanità. I deputati cominceranno a esaminare le richieste di modifica all'articolo 2, quello sulla libera professione (intramoenia) dei medici dipendenti del Ssn. L'articolo 1 sulle cure primarie è stato accantonato perche', secondo quanto riferito da uno dei relatori, Livia Turco, si attende la riformulazione del governo che si è impegnato a riscrivere il testo. In totale sono oltre settecento gli emendamenti presentati dalle parti politiche.

 L’altra Commissione, quella degli Enti Gestori presieduta da Giorgio Jannone ieri ha discusso la questione della Fondazione Onaosi e delle quote dovute all'ente per il periodo 2003-2007. Jannone, giova ricordarlo, si è battuto in passato per la chiusura dell’Ente firmando una proposta di legge. Sul tavolo della seduta i 450 milioni di euro che, secondo gli oppositori, il ministro della Salute con l'art. 15 del recente decreto sulla sanità, avrebbe sottratto a medici, farmacisti, veterinari e odontoiatri aventi diritto a ottenere il rimborso. Il presidente dell’Onaosi  Serafino Zucchelli difende a spada tratta il provvedimento che ha il compito di stabilizzare il quadro di riferimento relativo al meccanismo di finanziamento dell'Ente, ma c’è un’opposizione che vede in prima fila l'Ordine di Milano è il Codacons. Quest’ultima dopo aver rivolto un appello ai politici di tutti gli schieramenti perché non approvino il decreto nella parte in cui trattiene i fondi Onaosi, ha annunciato di aver presentato una formale denuncia alla Procura della Repubblica di Roma, in cui chiede di “aprire un'indagine sul comportamento del ministro Balduzzi alla luce della possibile fattispecie di truffa, in relazione al mancato rispetto della sentenza della Corte Costituzionale che ha disposto la restituzione di 450 milioni di euro del fondo Onaosi ai medici italiani”.

Il precedente. Non più tardi di un mese fa il Codacons e Articolo 32 avevano inviato un appello al presidente Napolitano per non firmare il decretone sulla sanità, relativamente ai comma 8 e 9 dell’art. 14, dedicati proprio a tali fondi. Il decreto in particolare prevede che per il periodo 1 gennaio 2003-21 giugno 2007 la misura del contributo obbligatorio alla Fondazione Onaosi sia determinata forfettariamente per ogni contribuente in 12 euro mensili per gli ultimi 5 mesi del 2003 e per il 2004, in 10 euro mensili per gli anni 2005 e 2006, nonché in 11 per il 2007.  Per il periodo 1 gennaio 2003 – 1 gennaio 2007 il contributo a carico dei nuovi obbligati è stabilita  forfettariamente con gli stessi importi. Nel dettaglio, le somme versate alla Fondazione Onaosi per il periodo 1 gennaio 2003 – 21 giugno 2007 sono trattenute dalla Fondazione a titolo di acconto dei contributi da versare che stabilisce la procedura, le modalità e le scadenze per l’eventuale conguaglio o rimborso. Dall’entrata in vigore del decreto è estinta ogni azione o processo relativo alla determinazione, pagamento, riscossione o ripetizione dei contributi. L’Onaosi è comunque autorizzato a non avviare le procedure per la riscossione coattiva per crediti di importo inferiore a 600 euro, “per evitare esborsi eccessivi all’Ente, non proporzionati al recupero di somme esigue”.  Per gli anni successivi al 2007 è confermato, per la determinazione dei contributi dovuti all’Onaosi, quanto disposto dal decreto legge 1 ottobre 2007, n.159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n.222. e vediamo la lettera inviata a Napolitano dalle due associazioni: “A nome dei 750.000 medici italiani che hanno pagato contributi non dovuti all'Onaosi – scrivono le due associazioni nell’appello al Capo dello Stato - ente definito a suo tempo inutile che ha un bilancio di milioni di euro per assistere 4.000 orfani di medici, La invitiamo a non firmare l'art. 14 comma 8 e 9 del decreto Balduzzi. Con tale decreto si disporrebbe l’annullamento delle cause vinte da migliaia di medici in contrasto con la costante giurisprudenza costituzionale ed eversiva dell'ordinamento e si ‘scipperebbe’ loro il dovuto come stabilito da una sentenza della Corte Costituzionale. Ovvio che poi la legge finirebbe alla Corte Costituzionale e sarebbe inevitabile il suo annullamento con altro enorme contenzioso. Confidiamo – concludono le due associazioni - nella Sua sensibilità sociale e giuridica e alleghiamo la lettera inviata ai Parlamentari in merito”.

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