Riconoscere e affrontare l'endometriosi nel modo giusto

Fabrizio Pivari | 08/10/2012 11:50

In questa guida sono raccolte alcune informazioni utili sull’endometriosi, patologia ginecologica che colpisce molte donne in età fertile. Imparare a riconoscerla è il primo step per affrontarla e stare meglio.

Molte donne si trovano a dover affrontare i problemi legati all’endometriosi o hanno parenti e amiche che ne soffrono. Si tratta di un’esperienza complessa, perché l’endometriosi richiede esami approfonditi per essere individuata, pur apportando numerosi sintomi. Fortunatamente, con il giusto iter diagnostico e curativo e un adeguato supporto anche a livello emotivo, l’endometriosi può essere superata brillantemente.

Endometrio e endometriosi

Per comprendere bene come si sviluppa l’endometriosi è importante conoscere l’endometrio e le sue funzioni. L’endometrio è una mucosa che riveste la parte dell’utero destinata a custodire l’uovo fecondato nel corso della gravidanza. Poiché si prepara ogni mese ad accogliere una potenziale gravidanza, è soggetto al ciclo ormonale, andando incontro all’ispessimento ogni 28 giorni e sfaldandosi all’arrivo delle mestruazioni, con conseguenti perdite di sangue.
Si parla di endometriosi quando l’endometrio si forma in parti del corpo dove non ha utilità e dove il sanguinamento porta effetti collaterali: sulle ovaie, nelle tube, nelle pelvi, talvolta nell’intestino e nell’addome. Sono rari i casi di endometriosi nei polmoni.

Le cause dell’endometriosi

I fattori che hanno una correlazione diretta con l’endometriosi sono ancora incerti:

- ne sono colpite soprattutto le donne in età fertile, in particolare fra i 25 e i 35 anni;

- per una parente di primo grado vi è il 7% di probabilità di svilupparla;

- fra i possibili fattori ormonali, un ambiente iper-estrogenico;

- alterazioni immunitarie rientrano fra le probabili cause dell’endometriosi.

La teoria metaplastica sostiene che cellule peritoneali subiscano una trasformazione. La teoria metastatica, invece, sostiene che l’endometriosi possa essere dovuta in particolare alla mestruazione retrograda: il flusso risalirebbe fino all’addome. Tuttavia il 90% delle donne con mestruazione retrograda non soffre di endometriosi. Entrambe le teorie devono essere ancora ampiamente supportate da evidenza medica.

I sintomi dell’endometriosi

In alcune donne l’endometriosi è asintomatica e viene scoperta nel corso di operazioni chirurgiche, ad esempio la laparoscopia per indagini di infertilità. In gran parte dei casi, tuttavia, la prima spia di un possibile problema di endometriosi è il dolore localizzato, soprattutto nell’addome e nella zona pelvica. Anche la sterilità è spesso abbinata alla malattia. Fra i sintomi più diffusi:

- Dismenorrea (mestruazioni particolarmente dolorose) nel 60-80% dei casi;

- Dolore pelvico nel 30-50% dei casi;

- Infertilità nel 30-40% dei casi;

- Dispareunia (dolore durante i rapporti) nel 25-40% dei casi;

- Irregolarità mestruali nel 10-20% dei casi.

Altri sintomi dell’endometriosi sono stipsi, dolori durante la defecazione o la minzione, sanguinamento rettale o sanguinamento vaginale al di fuori delle mestruazioni.

Poiché i sintomi sono spesso riconducibili anche ad altre malattie, è importante recarsi dal ginecologo quanto prima per un’indagine accurata.

Come si cura l’endometriosi

Una volta diagnosticata l’endometriosi occorre un trattamento ad hoc in base allo stadio della malattia e alle esigenze della persona.

Non sempre una terapia equivale alla guarigione completa, ma una terapia appropriata può migliorare di molto la vita di una donna che soffre di endometriosi.

Nel caso di endometriosi asintomatica non è obbligatorio sottoporsi a terapia, sia essa medica o chirurgica. In caso contrario, le cure farmacologiche e ormonali trattano i sintomi del problema ma non lo risolvono: questo significa che sospendendo il trattamento medico i sintomi riprenderebbero. Essendo le cure mediche a base di ormoni, inoltre, queste impediscono una gravidanza.

La chirurgia laparoscopica, invece, è ritenuta ad oggi la più efficace cura dell’endometriosi, soprattutto quando la malattia causa problemi nel concepimento: dopo l’asportazione dei focolai, infatti, è stato spesso riscontrato un aumento della fertilità. La laparoscopia ha il vantaggio di essere poco invasiva e molto accurata.

 

Il rapporto medico-paziente

Gestire l’endometriosi richiede molta attenzione, non solo dal punto di vista strettamente medico ma anche da quello personale. Sia la patologia che le varie terapie sono legate ai cicli ormonali, per cui le complicanze a livello emotivo ci sono e sono spesso difficili da individuare, portando solitudine e tristezza alla donna che ne soffre e problemi di comprensione con le persone che la circondano. Importante, quindi, è che il medico informi la paziente e tutta la famiglia riguardo i disturbi legati all’endometriosi, e che la segua con regolarità dalla diagnosi all’iter curativo. Se si instaura un buon rapporto medico-paziente il percorso diventa più agevole.

Questo articolo è offerto dal Centro Nazionale Endometriosi del Gruppo Malzoni (http://www.centronazionaleendometriosi.it/), leader nel trattamento endoscopico delle patologie ginecologiche.

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