Balduzzi attacca i medici: troppe prescrizioni inappropriate, intensificheremo il monitoraggio. Parte della responsabilità va alla medicina difensiva

Redazione DottNet | 08/10/2012 10:48

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''Sui costi c'è un lavoro immane da fare, che è iniziato ed è già a buon punto. Nella cosiddetta spending review abbiamo messo qualche norma ulteriore. Ma tutto si fa più difficile nel territorio della correttezza prescrittiva'', tuona il ministro della Salute Renato Balduzzi. Nel mirino dell’esponente del Governo la correttezza delle prescrizioni, sia da parte dei medici ospedalieri che di base, già finiti in passato nel mirino delle autorità. ''E' più facile intervenire sui prezzi di riferimento per gli acquisti di beni e servizi che non sulla correttezza delle prescrizioni, che appartengono alla scienza e alla coscienza del prescrittore - ha aggiunto -, ed è giusto che sia così. Quello che si può fare è monitorare, fare confronti, si fa e si farà sempre di più''.

''Il budget dei medici di medicina generale, questo miraggio qua e là realizzato che rincorriamo da anni - ha continuato il ministro - è un aspetto del problema, perché c'è un eccesso di prescrizioni tra gli ospedalieri, così come c'è un eccesso di prescrizioni tra i medici di medicina generale''. Da considerare poi, ha sostenuto il ministro Balduzzi, ''il discorso della medicina difensiva. Nel decreto abbiamo messo una norma che serve a rendere un po' più sereno il professionista, a non indurlo a prescrivere cose inutili o a non prescrivere, che è ancora più pericoloso''.Il ministro  Filippo Patroni Griffi conferma a questo proposito che  "entro il 2015 le prescrizioni mediche sulla ricetta di carta saranno sostituite dalla ricetta digitale, con consistenti risparmi e possibilità di controllare meglio le prescrizioni farmaceutiche avendo sotto controllo la spesa sanitaria". Inoltre ogni cittadino avrà un proprio "fascicolo sanitario elettronico, consultabile in qualsiasi regione d'Italia".

Indagini della Guardia di Finanza. Il commento di Balduzzi e l’iniziativa di Patroni Griffi si ricollegano ad un’indagine conclusa nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza di Avellino in tutta la provincia irpina. Ebbene le Fiamme Gialle hanno spulciato migliaia di ricette mediche rimborsate dal Servizio Sanitario nazionale scoprendo che in un solo anno (dal luglio 2010 al giugno 2011), sono stati ben 335 i medici dell’A.S.L. di Avellino, che hanno prescritto indebitamente farmaci a carico del Servizio pubblico, contravvenendo alle disposizioni delle norme regionali, provocando un danno per le casse del Servizio Sanitario Nazionale di 572.475,77 euro. Infatti, son state 28.577 le ricette mediche oggetto di contestazioni da parte delle Fiamme Gialle ed altre ancora passeranno sotto la lente d’ingrandimento nel prossimo futuro. Anche in questo caso, i finanzieri hanno proceduto a segnalare le irregolarità alla Corte dei Conti e all’ A.S.L. di Avellino per il recupero del danno erariale.  Il controllo eseguito dai finanzieri del Comando Provinciale di Avellino – che giova ricordarlo è una provincia piccola per numero di abitanti ed estensione - offre uno spaccato della sanità pubblica locale sconcertante. Infatti, durante i controlli sono stati individuati anche alcuni professionisti con indici di anomalia prescrittiva ben superiori alla media della provincia: ad Ariano Irpino, ad esempio, è stato individuato il caso di un medico che ha prescritto farmaci appartenenti ad una stessa classe terapeutica, prodotti da una famosa casa farmaceutica, per oltre il 93% sul totale delle sue prescrizioni; a Monteforte Irpino, un suo collega, nello stesso periodo, ha prescritto un noto farmaco ben 68 volte oltre la media delle stesse prescrizioni fatte in provincia. Senza contare i 6.052 gli assistiti ancora iscritti nelle liste dei medici di medicina generale di Avellino, benché deceduti o emigrati. Ma l’A.S.L. ha continuato a corrispondere per anni ai medici generici le indennità, sulla base del numero dei pazienti assistiti, quindi, anche per quelli deceduti o emigrati. Per ogni assistito, infatti, le AA.SS.LL. versano ai medici di base, compensi che variano da un minimo annuo lordo di 59 euro ad un massimo di 206 per assistito.

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