Il ministro della Salute ai farmacisti: ancora sacrifici ma presto maggiore stabilità e integrazione nel sistema sanitario nazionale

Redazione DottNet | 08/10/2012 10:40

Stabilità, maggiore integrazione nel sistema sanitario e chiusura del capitolo riforme in cambio di sacrifici nel breve periodo. E' questa in sintesi la proposta avanzata dal ministro della Salute Renato Balduzzi nel corso del proprio intervento a Farmadays, il congresso dei farmacisti in corso di svolgimento alla Fiera di Verona promosso da Utifar.

''Occorre che le farmacie si dimostrino generose - ha ribadito Balduzzi - affrontando questo cambiamento con la consapevolezza della criticità del contesto economico e sociale''. Il ministro ha dichiarato di seguire da tempo l'attività di Utifar, apprezzandone ''le prese di posizione garbate e sempre ben argomentate''. Lo slogan di Farmadays 2012 'Ricette per il cambiamento' sancisce il filo conduttore tra l'attivita' di Utifar e gli intendimenti del ministro. Una linea comune, quella del cambiamento, che il presidente di Utifar Eugenio Leopardi ha sottolineato, ricordando al ministro la disponibilità (''Noi ci siamo'') dell'associazione ad un confronto attivo. ''Anche il Governo c'è - ha risposto Balduzzi - abbiamo alcuni mesi davanti, usiamoli per arrivare alla conclusione di una riforma della farmacia che ne valorizzi la funzione sociale e di servizio''. Balduzzi ha inoltre  riconosciuto ''il ruolo delle farmacie quale presidio sanitario''. ''Non si può considerare il sistema delle farmacie come un bancomat - ha replicato il presidente di Federfarma Veneto Marco Bacchini - e bisogna capire che cosa il ministro intende con generosità''. ''Mi sembra evidente - ha spiegato Bacchini - che ci sia una contraddizione: da un lato si chiede giustamente di più alle farmacie, perché aumentano i bisogni dei cittadini a causa delle riduzioni dei costi per le strutture ospedaliere. Dall'altro però ci deve essere data credibilità''. ''La farmacia - ha concluso - deve essere l'unica o comunque la struttura predominante per la distribuzione diretta dei farmaci. Il nostro sistema non è un bancomat per fare cassa ogni volta che c'è la necessità, come è avvenuto finora con la benzina e le tabaccherie''.

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