Troppi antinfiammatori contro il dolore

Medicina Generale | Redazione DottNet | 30/10/2008 18:46

Per la lotta al dolore cronico gli italiani usano troppi farmaci antinfiammatori e troppi pochi oppioidi, che sarebbero invece i medicinali più indicati. A dirlo è Franco De Conno, direttore dell'Associazione europea cure palliative e allievo di Vittorio Ventafridda, il padre delle cure palliative in Italia scomparso da poco.

 ''In Italia - dice De Conno - siamo il primo consumatore d'Europa, per la quantità procapite, di farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans)'', categoria nella quale ad esempio rientra l'aspirina, ''e l'ultimo per il consumo di oppioidi. Ed è paradossale, perchè il Fans anche se utile va utilizzato per periodi molto brevi, quindi nel dolore cronico non dovrebbe essere impiegato in maniera così estesa, anche perchè dà effetti collaterali molto importanti. Questo non succede invece con l'oppioide, che viceversa è un farmaco molto affidabile''. A ostacolare la diffusione degli oppioidi nel trattare il dolore cronico, prosegue l'esperto, c'e' anche ''una barriera culturale: l'ostacolo è che quando la gente sente parlare di morfina, metadone o in generale di oppiacei, ha paura, e non si capisce perchè: non ce n'e' motivo, anzi''. Un altro problema è ''l'impegno che deve metterci il medico per controllare il malato che assume oppioidi, soprattutto nelle prime ore'', per evitare problemi con le dosi. ''Ci sono studi che potrebbero aiutarci a rivedere le linee guida, e facilitare il compito al medico prescrittore. Quando inizia un nuovo trattamento con oppiacei - conclude - il medico deve dare la sua disponibilità e mantenere un costante contatto con il paziente, e questo e' un impegno gravoso''.

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