Blocco dei contratti della sanità fino al 2014 e niente indennità di vacanza per centomila medici. Tagli anche ai dispositivi sanitari. Servizi a rischio

Redazione DottNet | 11/10/2012 06:59

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Confermato il blocco dei contratti fino al 2014 anche per i dipendenti della Sanità: per il 2013-2014 non sarà erogata neanche l'indennità di vacanza contrattuale che tornerà solo nel 2015 calcolata sulla base dell'inflazione programmata.La misura riguarderà i circa 100 mila medici che già sono sul piede di guerra. Tuttavia, rassicura il ministro Balduzzi, i tagli alla Sanità non intaccheranno i servizi: dopo la notte a Palazzo Chigi e una giornata di incontri, il titolare del Dicastero della Sanità frena così regioni e operatori del settore, preoccupati per la nuova ondata di interventi per il contenimento della spesa che arriva con la Legge di stabilità (clicca qui per scaricare la bozza del decreto legge)

La confusione di cifre si scioglie solo nella tarda  serata di ieri: per il settore il taglio per il 2013 sarà di 600 milioni, spiega lo stesso ministro, sottolineando che è un risultato ''non da poco'' viste le ipotesi iniziali. L'intervento nel 2014 sarà di un miliardo a regime come anticipato dal ministro dell'Economia Vittorio Grilli nella nottata al termine della riunione del Consiglio dei Ministri. La sforbiciata alla sanità, in sostanza, così sarebbe quindi più che dimezzata per il 2013 rispetto alla previsione iniziale della legge di stabilità che puntava a un taglio di 1,5 miliardi. ''Il Consiglio dei ministri - ha spiegato ancora Balduzzi - ha affrontato seriamente la questione, facendo una valutazione approfondita e attenta'', mettendo a tacere le notizie su una sua posizione di rottura tale da far ipotizzare anche le sue dimissioni per protesta contro i sacrifici troppi onerosi al Servizio Sanitario Nazionale. I tagli, ha spiegato il ministro, dovrebbero riguardare le spese sostenute per gli acquisti di beni e servizi che hanno variazioni ingiustificate e troppo ampie da regione e regione, come, a citato ad esempio, il prezzo delle lenzuola per gli ospedali. Ma le Regioni temono un contraccolpo troppo profondo per il settore tanto da dirsi preoccupate per il funzionamento stesso del servizio. ''Abbiamo una fortissima preoccupazione'' sulla legge di stabilità: ''su sanità, istruzione e servizi sociali insistono manovre che compromettono la possibilità di erogare servizi'', ha rimarcato il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani. Una preoccupazione espressa anche nei giorni scorsi e tale da far dire all'assessore dell'Emilia Romagna, Carlo Lusenti, che per conseguenza di questi interventi non sarà possibile arrivare alla firma del Patto della Salute, l'accordo triennale finanziario e programmatico tra il Governo e le Regioni, sulla spesa e la programmazione del Servizio Sanitario Nazionale, che dovrà avere l'obiettivo di migliorare la qualità dei servizi, a promuovere l'appropriatezza delle prestazioni e a garantire l'unitarietà del sistema. ''Per la sanità siamo già a 23 miliardi di tagli che colpiscono il cuore del Servizio sanitario nazionale. E' un danno per i pazienti che vivono sulla propria pelle la ridotta e meno qualificata assistenza; è un danno per i gestori, che sono costretti a ridurre l'acquisizione di tecnologie sanitarie e farmaci di ultima generazione; è un danno per i medici italiani sempre di pià esposti a contenziosi per inevitabili eventi avversi secondari a problemi di natura organizzativa'', hanno detto i medici della Cimo-Asmd che invitano a partecipare alla alla manifestazione del 27 ottobre a Roma. ''Congelare poi il salario anche per il 2014 - si legge in una nota - con l'aggravante di sopprimere l'indennità di vacanza contrattuale, rappresenta un danno enorme per i 100.000 medici che sono sempre chiamati a pagare''. Secondo il sindacato i medici dipendenti italiani ''sono colpiti due volte: nello stipendio e nella professione''. E la Cgil parla di una ''nuova e pesantissima mazzata alla sanità con la riduzione di un ulteriore miliardo di finanziamento e che si somma ai 24 miliardi che vengono tagliati nel triennio 2012-2014 per effetto delle passate manovre''. La nuova sforbiciata per la sanità porta a rifare i conti del settore: dopo la spending review che aveva portato a 1,8 miliardi di interventi per il 2013 e 2 miliardi per il 2014, la legge si stabilita' rafforza gli interventi di riduzione delle spese che le regioni potranno sostenere nell'acquisto di beni e servizi. E sul personale del Servizio Sanitario Nazionale peseranno le misure previste dal blocco della vacanza contrattuale.

Revisione prontuario farmaceutico. Saltano grazie agli emendamenti le norme sull'uso dei farmaci off label - che ne prevedevano l'impiego fuori etichetta nel caso in cui, a giudizio della commissione tecnico-scientifica dell'Aifa, avessero un profilo di sicurezza «non inferiore a quella del farm aco autorizzato» e quest'ultimo risultasse «eccessivamente oneroso per il Servizio sanitario», con un costo medio della terapia superiore di almeno il 50% al costo medio della terapia basata sull'impiego del farmaco non autorizzato - nonché la previsione di escludere dal prontuario i medicinali «la cui efficacia non risulti sufficientemente dimostrata alla luce delle evidenze rese disponibili dopo l'immissione in commercio» e anche la «rinegoziazione del prezzo» per quelli «che non soddisfano criteri di economicità». Cancellata anche la possibilità per le farmacie ospedaliere di spacchettare i farmaci «attraverso operazioni di ripartizione del quantitativo di un medicinale regolarmente in commercio, allestire dosaggi da utilizzare all'interno dell'ospedale o da consegnare all'assistito per impiego domiciliare sotto il controllo della struttura pubblica». Le modifiche non sono piaciute al ministro Balduzzi: «Le norme erano volte a realizzare il migliore equilibrio possibile tra le esigenze dell'industria e quelle della salute dei cittadini. L'obiettivo era di portare l'industria verso traguardi più vicini a quelli del Servizio sanitario nazionale. Complessivamente l'intenzione non era di penalizzare l'industria ma dare maggiori certezze, per esempio su tempi e tutela dei brevetti». Polemica Livia Turco: «Abbiamo assistito a una pagina penosissima del Parlamento e al trionfo di Farmindustria. Nel prontuario resteranno farmaci che non servono solo per fare un favore all'industria farmaceutica».

 Non piu' 1,5 miliardi nel 2013 e nel 2014, ma i tagli previsti nel Ddl stabilità per la Sanità saranno di 600 milioni il prossimo anno e un miliardo nel 2014. E ''non riguarderanno servizi e ausili medici'', ha spiegato lo stesso ministro della Salute Renato Balduzzi. La modulazione dei tagli prevederebbe un taglio del tetto per i dispositivi medici che anziche' al 4% nel 2013 sarebbe portato al 4,5%. Il taglio - o come viene definito dal ministro ''definanziamento'' - di 600 milioni, riguardera' l'acquisto di beni e servizi non sanitari, ''come ad esempio lenzuola, e in misura minore dispositivi medici''. Ma le regioni, nonostante le rassicurazioni del ministro, si dicono sicure, a queste condizioni, di non farcela e per oggi il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, ha convocato una nuova seduta straordinaria. Della stessa opinione anche Giovanni Monchiero, presidente della Fiaso (la federazione che rappresenta le aziende ospedaliere), secondo il quale con questi livelli di finanziamento sono a rischio anche i servizi essenziali. Per effetto delle manovre precedenti il Fondo sanitario nazionale verrà decurtato, da oggi al 2014, calcolano, di una cifra superiore al 10%. Il nuovo taglio sui contratti gia' in essere, là ove il prezzo era già ottimale, rischia, secondo Monchiero, ''di recare grave danno ai fornitori o di lasciare le aziende sanitarie senza servizi essenziali. Dubbi anche più gravi - conclude Monchiero - suscita il 'tetto' alla spesa per dispositivi medici che non potrà non avere conseguenze sulla quantità o, peggio, sulla qualità delle prestazioni erogate''.

Niente sigarette e niente gioco d'azzardo. Punta sulla prevenzione per gli 'under 18' il decreto sanita' che al capitolo 'corretti stili di vita' si e' arricchito, nel primo passaggio parlamentare, di un nuovo divieto, quello di vendere alcolici ai minorenni. La commissione Affari sociali ha terminato l'esame della pioggia di emendamenti proposti dai deputati (erano circa 700) e domani, dopo i pareri delle altre commissioni (atteso in particolare quello della Bilancio che potrebbe 'bocciare' diverse modifiche) licenziera' il provvedimento per l'Aula. Accolte parecchie modifiche, che sono andate a correggere in particolare le norme sulle cure primarie (rafforzato il ruolo delle Regioni), sulle nomine dei manager in sanita', puntando su piu' trasparenza e meno ingerenza della ''cattiva politica'', come ha ribadito piu' volte il ministro della Salute, Renato Balduzzi. Cambiate anche le misure sulla responsabilita' dei medici (che risponderanno solo per colpa grave o dolo) e ritoccate anche quelle sulla libera professione intramoenia, in un confronto parlamentare spesso accesso e che e' 'inciampato' in un incidente alle ultime battute, sulle norme sui farmaci. Scontro che con ogni probabilita' si ripetera' in Aula, dove il testo e' atteso lunedi' 15 ottobre. Sostanzialmente tutti d'accordo, invece, sulla stretta su giochi e slot machine. Raddoppiati i controlli contro il gioco minorile (da 5 a 10mila l'anno). Rientrato poi il concetto di distanza dai luoghi 'sensibili', scuole in primis, anche se sara' l'Economia con la Salute e sentiti i sindaci a stabilire dove andranno ricollocate. E sono passate norme piu' restrittive anche in materia di pubblicita', con il divieto di mandare in onda spot mezzora prima e dopo i programmi tv dedicati ai bambini. Cosi' come non si potra' fare pubblicita' nemmeno al cinema e sui giornali dedicati ai minori. E' stato introdotto anche il divieto di giocare online negli esercizi pubblici. Niente computer attivi insomma in bar, tabaccherie o negozi per consentire ai clienti di giocare sul web. Multe salate, infine, per chi vendera' alcolici agli 'under 18' (e la misura vale anche per i distributori automatici che si dovranno dotare di lettore dei documenti come codice fiscale o tessera sanitaria). L'esercente che trasgredisce dovra' pagare una sanzione da 250 a 1000 euro, raddoppiata in caso di 'recidiva'.

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