Federfarma apre alla dispensazione da parte delle farmacie degli innovativi

Farmaci | Redazione DottNet | 12/10/2012 15:46

Federfarma e' disponibile a un confronto sulla proposta delle Regioni che aprirebbe alle farmacie del territorio la dispensazione dei cosiddetti farmaci ''innovativi''. A lanciare il sasso era stato nei giorni scorsi Luca Coletto, assessore alla Sanita' del Veneto e coordinatore della commissione Salute della Conferenza Regioni, che aveva accennato alla possibilita' che alcuni farmaci oggi limitati alla distribuzione in ospedale potessero arrivare anche alle farmacie, a patto che i presidi monitorassero consumi e impiego.

 Domenica scorsa la proposta e' stata ulteriormente dettagliata da Loredano Giorni, dirigente del Servizio farmaceutico della Toscana, e Giovanna Scroccaro, dirigente del Servizio farmaceutico del Veneto. Ospiti del convegno dell'Utifar che ha concluso la convention di Farmadays (Verona, 5-7 ottobre), i due tecnici regionali hanno spiegato che per accedere agli ''innovativi'' le farmacie dovrebbero prima organizzarsi per assicurarne la governance: servizi di monitoraggio per tenere traccia dei consumi e fornire dati da impiegare nell'analisi dei costi, programmi per misurare l'aderenza alla terapia e la compliance da parte dei pazienti, campagne di screening e via di seguito. Servizi, in sostanza, per i quali le Regioni sarebbero disponibili a discutere di un onorario professionale da corrispondere al farmacista.  ''I ragionamenti che arrivano dai governi regionali'' e' il commento della presidente di Federfarma Annarosa Racca ''meritano un approfondimento perche' convergono con il lavoro che da tempo stiamo portando avanti. Pure noi, infatti, crediamo alla farmacia dei servizi intesa anche come strumento di governance del farmaco: oggi il territorio e' sempre piu' spesso chiamato a farsi carico delle cronicita', se i medicinali 'innovativi' destinati alla cura di terapie come il diabete o le malattie cardiovascolari non verranno passati in breve tempo alla distribuzione in farmacia, si graveranno i pazienti di inutili costi sociali''. “

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