Gli oculisti pronti alla disobbedienza civile contro l’Aifa: Rendere non rimborsabile l’Avastin costringerà i pazienti a ricorrere al più costoso Lucentis

Oculistica | Redazione DottNet | 13/10/2012 15:30

La Società oftalmologica italiana (Soi) critica l'operato dell'Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) che ''ha deliberato di rendere non rimborsabile'' la molecola Avastin (Bevacizumab il nome scientifico) per coloro che soffrono di degenerazione maculare. E che lascia a pazienti e oculisti l'opportunità di ricorrere a Lucentis (Ranibizumab), farmaco che secondo la Soi ha caratteristiche simili ma un costo 60 volte maggiore. Questo farebbe prevedere - riferisce la Soi in una nota - solo per il 2013 ''una spesa aggiuntiva di 600 milioni di euro, l' equivalente dei tagli alla sanità decisi dal Consiglio dei Ministri''.

Cosa che induce gli oculisti a chiedere al ministro ''un decreto d'urgenza per garantire l'accesso ad una terapia utilizzata normalmente e senza conseguenze''. In particolare, il presidente della Soi, Matteo Piovella ha dichiarato la propria ''disobbedienza etica medica e civile, effettuando dalla prossima settimana trattamenti con Avastin in pazienti affetti da maculopatia, già in trattamento con lo stesso farmaco''. La modifica deliberata dall'Aifa mette infatti gli ospedali nella condizione ''di non poter piu' erogare - dice la nota - la terapia intravitreale in pazienti trattati da anni e che mensilmente necessitano dell' iniezione intraoculare allo scopo di conservare la capacità visiva''. Questo perche' ''la nuova situazione regolatoria ha di fatto reso indisponibili le farmacie ospedaliere per il necessario frazionamento del farmaco prima del suo utilizzo, per motivi di non assunzione del maggior onere di responsabilità legale per la situazione in atto''. Una situazione che - secondo la Soi  - mette in pericolo la salute di ''90 mila persone che rischiano di diventare cieche improvvisamente e senza alcuna possibilità di cura''. La posizione della Soi è nota: ''Più volte - dice Piovella - abbiamo espresso scientificamente l'equivalenza dell' Avastin rispetto agli altri farmaci con indicazione ufficiale. Diverse Regioni italiane al fine di assentire la rimborsabilità dell' Avastin si sono avvalse dei nostri pareri fin dal 2007''. Sono per altro anche noti gli studi internazionali, che acclarano l'efficacia e l'assenza di rischi specifici nell'uso intravitreale dell' Avastin, se adeguatamente frazionato e somministrato. Oggi il farmaco e' utilizzato nel 60% delle terapie intravitreali in USA, in Gran Bretagna e in Germania e nel 92% dei trattamenti effettuati in Spagna e in Italia.

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