Vaccino antinfluenzale, il Ministero comincerà le importazioni dall’estero. A Milano scoperte 65mila dosi pericolose

Infettivologia | Redazione DottNet | 17/10/2012 08:54

In merito a notizie di stampa circa la carenza di vaccino antinfluenzale il ministero della Salute informa che, ''per sopperire al fabbisogno nazionale, le ditte produttrici stanno importando vaccino influenzale dall'estero''. La comunicazione, spiega il ministero in una nota, ''viene dall'Aifa, a cui alcune ditte produttrici di vaccino antinfluenzale hanno comunicato a loro volta il rallentamento della capacita' produttiva, dovuta alla mancata disponibilita' di prodotti necessari alla produzione. Si tratta di un problema organizzativo che non riguarda le caratteristiche di sicurezza del vaccino prodotto''.

Ogni anno, la produzione del vaccino antinfluenzale inizia subito dopo che l'Organizzazione Mondiale della Sanita' comunica, a febbraio, quali ceppi virali influenzali dovranno far parte della composizione del vaccino, che verra' usato dall'autunno in poi. Quest'anno, sottolinea il dicastero, ''il ciclo generativo del vaccino, che generalmente si conclude entro la fine dell'estate, e' iniziato nei consueti tempi ma ha poi subito un'interruzione dovuta, appunto, alla mancata disponibilita' di prodotti necessari alla produzione''. Il vaccino e' destinato prioritariamente ai soggetti appartenenti alle categorie a rischio e di pubblica utilita', elencate nell'annuale circolare emanata l' 11 ottobre scorso. ''E' vero, ci sono stati alcuni problemi tecnici nella produzione dei vaccini anti-influenzali e probabilmente il grosso della disponibilita' delle vaccinazioni sara' segmentato nel tempo in Italia. Ma non c'e' da preoccuparsi, se ci si vaccina a novembre va benissimo, e' meglio non anticipare troppo''. A spiegarlo e' Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Universita' degli studi di Milano, commentando i ritardi annunciati dall'azienda sanitaria dell'Alto Adige. In particolare, secondo quanto riferisce Pregliasco, ''vi sarebbero state alcune difficolta' dovute in parte al fatto che uno dei 3 virus del vaccino si e' replicato lentamente, non dando le quantita' necessarie alla produzione del vaccino - continua - e in parte ai controlli di sicurezza fatti su alcuni lotti''. Intanto a Milano sono state ritirare 65mila dosi di vaccino: l'emergenza è scattata dopo una lettera dell'azienda farmaceutica Crucell. Venti righe per informare che le consegne dell'antinfluenzale Inflexal V sono bloccate, in quanto "una serie di indagini interne hanno riportato risultati inattesi nei test".  È una questione, insomma, di sicurezza dei cittadini. Così a Milano al momento mancano 65 mila dosi contro l'influenza, in pratica una su tre. Anche i vertici dell'assessorato della Sanità della Regione Lombardia seguono da vicino la ricerca di nuovi vaccini. Ma il problema appare fin d'ora di portata nazionale. A produrre vaccini in Italia sono fondamentalmente quattro grandi multinazionali farmaceutiche (Johnson&Johnson, Novartis, Sanofi, GlaxoSmithKline) e ''mi risulta che due di queste - chiarisce - la Johnson e la Novartis, abbiano avuto dei problemi di fornitura. Quindi, potrebbero esserci dei ritardi nella distribuzione dei vaccini a seconda dell'azienda che ha vinto le gare nelle varie aziende sanitarie''. Comunque, il ministero della Salute non ha ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale la delibera ''che autorizza la vendita al commercio del vaccino e il suo costo - conclude Pregliasco - cosa che dovrebbe avvenire all'inizio della prossima settimana. Quindi, adesso il vaccino non e' vendibile da nessuna parte. Ma non bisogna preoccuparsi. Se ci si vaccina a novembre, si e' perfettamente in linea con i tempi''. La Novartis nel frattempo ha fatto sapere che, appena uscira' in Gazzetta il provvedimento del Ministero, provvedera' regolarmente alla progressiva distribuzione del vaccino.

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