Pensioni, niente deroghe ai dipendenti della sanità pubblica. Medici convenzionati, via alle aggregazioni ma a costo zero. Ospedalieri: più trasparenza con pagamenti tracciabili

Redazione DottNet | 18/10/2012 11:10

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Niente deroga alla riforma delle pensioni per i dipendenti della sanità pubblica. Ma anche niente fondo ad hoc per la ludopatia o per i defibrillatori nelle scuole. Il decreto sanita', incassa la fiducia dal Parlamento dopo i rilievi della commissione Bilancio che di fatto ha 'smontato' gran parte delle novita' introdotte dalla commissione Affari sociali perche' troppo onerose. E proprio la mancanza di risorse e' una delle critiche mosse piu' spesso dai deputati al provvedimento, in testa le opposizioni, che tacciano peraltro ''l'ennesima fiducia'' come ''uno schiaffo al Servizio sanitario e ai cittadini''.

Una fiducia pero', come ha chiarito il ministro stesso, imposta per i tempi rigidi di conversione del decreto. Certo il testo ha ''mantenuto il suo impianto'', come ha piu' volte ripetuto il ministro Renato Balduzzi, che aveva annunciato la richiesta del voto di fiducia, ottenuto immediatamente stamani, al termine di settimane di lavoro serrato, anche per venire incontro alle richieste delle Regioni. Ma il decreto ha lentamente cambiato volto, e non si esclude che anche nel passaggio al Senato ci possano essere ulteriori aggiunte (o correzioni). Confermati pero' i nodi fondamentali, dalla riforma della medicina territoriale alle nuove norme per la governance della sanita', passando per il capitolo 'corretti stili di vita' cui si e' aggiunto, dopo il divieto di fumo e giochi per gli under 18, anche quello della vendita di alcolici. Ma in Parlamento si e' 'consumata' anche la 'battaglia dell'aranciata' e quella sui farmaci nella quale, ha denunciato piu' volte il Pd ''ha vinto la lobby di Farmindustria''.

- CAMBIA LAVORO MEDICI: per quelli convenzionati sul territorio (di medicina generale, pediatri e specialisti ambulatoriali), via alle aggregazioni mono e multiprofessionali garantendo la copertura 'per tutta la giornata' ma 'a costo zero' fino al rinnovo delle convenzioni, e con organizzazione stabilita dalle Regioni. Per quelli dipendenti poi (ad esempio gli ospedalieri) piu' trasparenza nella libera professione, con pagamenti sempre tracciabili e studi privati, laddove rimarranno, collegati in rete con le Asl. Per tutti cambia il profilo della responsabilita', con la colpa lieve che comportera' solo il risarcimento (e non piu' anche il processo penale) ma e' saltato l'obbligo per tutte le strutture di assicurarsi. Concessa una deroga del 15% al blocco del turnover per le Regioni che avranno valutazione positiva dei progressi nei piani di rientro.

- STILI DI VITA: Per gli under 18 niente alcolici (con multe salate per chi li vende), fumo e giochi. Contro il gioco minorile resta la stretta sulla pubblicita' ma non c'e' piu' il riferimento esplicito alla tessera elettronica (come quella sanitaria o il codice fiscale) per il blocco automatico dell'accesso alle slot. Quanto alla battaglia tra agricoltura e industria sulle aranciate (la commissione Attivita' produttive aveva chiesto l'abrogazione della norma) alla fine e' rimasto l'obbligo di portare dal 12 al 20% il succo naturale contenuto nelle bibite analcoliche a base di frutta e le nuove norme si applicheranno dopo 9 mesi dall'entrata in vigore della legge e previo esito positivo della procedura di notifica alla Ue.

- FARMACI: altro terreno di scontro tra le forze politiche. Rispetto al testo proposto dal governo e' infatti saltata (per effetto di emendamenti presentati dal Pdl) la possibilita' di rinegoziare il prezzo per quelli troppo onerosi nella revisione del prontuario. Via anche la norma sull'uso dei farmaci fuori etichetta.

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