L’emicrania ha un costo in Italia di oltre tre miliardi l’anno. Il ruolo del medico di base

Redazione DottNet | 18/10/2012 16:18

L'emicrania? E' il piu' dispendioso tra i disordini neurologici. In Italia colpisce circa 10 milioni di persone in modo episodico, 2 milioni in modo cronico, con valori piu' elevati per le donne (9,1%), rispetto agli uomini (7,8%) con un costo totale, nel 2004, di 3,5 miliardi di euro. Non solo: secondo un'indagine ISTAT, nel nostro paese la cefalea/emicrania ricorrente, e' tra le patologie croniche con maggiore incidenza, quarta solo dopo l'artrosi, l'ipertensione arteriosa e le malattie allergiche.

''La grande maggioranza delle cefalee - ha detto Antonio Tomassini Presidente della XII Commissione Igiene e Sanita' del Senato nel corso della Conferenza Stampa 'Cefalea: processi assistenziali e sostenibilita'' - puo' essere trattata con successo e gestita efficacemente anche a livello di assistenza primaria. E' necessario, pero', individuare misure che facilitino l'accesso dei pazienti alle cure piu' appropriate. Inoltre, considerato il contenimento della spesa sanitaria, occorre definire un modello operativo che garantisca uniformita' di erogazione delle cure sul territorio''. L'Organizzazione Mondiale della Sanita' (Oms), annovera questa patologia al 19 posto nella graduatoria delle patologie disabilitanti. Secondo gli esperti deve essere, dunque, considerata una malattia vera e propria che oltre a una riduzione di produttivita' danneggia anche le attivita' personali, familiari e sociali. ''La gestione del paziente emicranico - ha concluso Marco Marchetti, Direttore dell'Unita' di Valutazione delle Tecnologie del Policlinico Gemelli di Roma - richiede un'assistenza costante, in primis da parte del medico di medicina generale e poi di centri specialistici dedicati allo studio delle cefalee, che sappiano indirizzarlo verso il trattamento piu' efficace, limitando al contempo l'accesso a servizi inappropriati''.

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