Fimmg, per i certificati Inail fatturare con Iva. La Guardia di Finanza avvia procedimenti. Medici e dentisti primi evasori in Italia

Redazione DottNet | 20/10/2012 16:54

La commissione Fisco della Fimmg (Federazione italiana medici medicina nazionale), dopo le recenti contestazioni della Guardia di Finanza per la mancata applicazione dell'Iva nella fatturazione dei certificati Inail, ha avviato un'azione per chiedere all'Agenzia delle Entrate una pronuncia ufficiale sull'argomento. In attesa di una risposta, l'indicazione ai medici e' di fatturare con Iva i certificati Inail.

 Lo fa sapere Carmine Scavone, della commissione Fisco Fimmg, in una nota. In materia di certificazioni e in particolare quelle Inail, ''il confine tra riconoscimento di benefici economici e finalita' di tutela della salute dei lavoratori e' molto sottile - spiega -. Nel primo caso andrebbe applicata l'iva, nel secondo caso no, perche' rientrerebbero nell'ambito di applicazione dell'esenzione di cui all'art.10 DPR n 633/1972''. Per ovviare a queste incertezze, la Commissione Fisco della Fimmg in una precedente comunicazione aveva suggerito l'applicazione dell'Iva alle certificazioni Inail, sottolineando pero' come, "nei casi in cui lo scopo della prestazione non risultasse ben individuato - continua Scavone - per usufruire dell'esenzione da Iva, bisogna menzionare nel certificato la finalita' principale di tutela della salute''. Nonostante una Direttiva Europea, due sentenze della Corte di Giustizia Europea del 2003 e la risoluzione 7/E del 2006 dell'Agenzia delle Entrate, ''riteniamo ora essenziale ottenere un chiarimento ufficiale da parte dell'Agenzia delle Entrate - conclude - Nelle more, prudentemente ed in attesa della risposta dell'Agenzia, suggeriamo a tutti i colleghi di fatturare con iva i certificati Inail''.

I primi evasori sono i medici e i dentisti e in particolare quelli che lavorano in provincia di Roma e Milano. Lo afferma il sito evasori.info. Nel dettaglio sono triplicate, da inizio anno, le segnalazioni online contro l'evasione fiscale a cominciare dai professionisti della sanità fino ai bar, ristoranti, passando per le prestazioni di  idraulici ed elettricisti. I dati fotografano il fenomeno in tempo reale attraverso le denunce spontanee: alle 14 del 20 ottobre sono 796.819 per 121.663.914,88 di euro. Numeri triplicati da inizio anno: il 2 gennaio scorso erano 283.853 per 46.295.758,43.
 

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