Medici in piazza il 27 ottobre: per Balduzzi la manifestazione è contro la sostenibilità ma ai medici piace. Dottnet fornirà un ampio reportage. Dl, iter rapido. Testa rieletto alla guida dello Snami

Redazione DottNet | 21/10/2012 16:34

''La manifestazione del 27 ottobre ha come significato non tanto quello di attaccare questa riforma, ma di esprimere una preoccupazione di sostenibilità del servizio sanitario nazionale. Mi sembra anzi di aver percepito all'interno della categoria dei medici di famiglia molte adesioni alla riforma - afferma il ministro della salute Renato Balduzzi -. La riforma cerca di portare ad attuazione quello che da tanti anni di dice e da qualche parte si fa anche''.

''Sulle risorse - ha detto - ho spiegato più volte che per quanto riguarda la prima fase, e cioè le aggregazioni funzionali territoriali, le risorse ci sono già perché sono quelle della convenzione in atto. Per quanto riguarda la seconda fase, cioè quella della costruzione di unità complesse di cure primarie, deriva dalla riorganizzazione delle rete''. Le organizzazioni sindacali confermano la mobilitazione, anche dopo le modifiche apportate al decreto Balduzzi, che l’Anaao (associazione medici e dirigenti) considera in alcuni punti peggiorative. “La sanità – dice il segretario nazionale Costantino Troise – non può essere ostaggio di gruppi di potere e di mistificazioni ragionieristiche”. Ma accanto alle sigle sindacali ci sarà anche l’Ordine dei Medici: “Indipendenza, autonomia, responsabilità': è quanto chiedono alla politica i medici italiani con uno striscione che porterà scritti questi tre principi. Dottnet fornirà un ampio resoconto della manifestazione di sabato prossimo con i dettagli delle dichiarazioni dei sindacati e dei principali esponenti della categoria

Presto al voto.Passaggio rapido, anzi, rapidissimo, e soprattutto senza modifiche, in modo da arrivare al via libera definitivo (con probabile seconda fiducia) entro la fine di ottobre. E' l'orientamento che sta maturando in Senato sull'esame del decreto sanita', approvato in prima lettura dalla Camera giovedi' scorso. Non che non ci siano ''lacune e passaggi da correggere'', spiega uno dei relatori, il pidiellino Michele Saccomanno (l'altro, del Pd, e' Daniele Bosone), ma tolta dal tavolo la 'spada di Damocle' dei tempi stretti, ci sara' tutto il tempo di apportare ''altri miglioramenti'' in un secondo momento, usando il veicolo del provvedimento sulla sperimentazione clinica presentato dall'allora ministro Ferruccio Fazio. Un punto di caduta, lo scambio decreto sanita' - ddl 'Fazio', che consente sia all'attuale ministro Renato Balduzzi di avere la certezza di portare a casa la sua 'mini-riforma' sia di lasciare comunque al Parlamento un margine per intervenire successivamente con dei 'correttivi'. Il ddl sulla sperimentazione e' al Senato in seconda lettura, dopo il primo ok della Camera, e parte dei suoi contenuti sono gia' stati assorbiti dal decreto. Altri che pure si era tentato di inserire - come l'istituzione di alcuni nuovi ordini, come quello degli psicologi o l'esercizio abusivo della professione - non hanno passato il varco stretto dell'inammissibilita' a Montecitorio e potranno essere recuperati se si arriva a chiudere anche questo provvedimento. Una delle materie da rivedere, spiega sempre Saccomanno, sara' anche quella della responsabilita' e delle assicurazioni, visto che l'intervento della Bilancio alla Camera a fatto saltare sia l'obbligo per tutte le strutture di assicurarsi sia quello di attivare unita' di gestione del rischio clinico, disposizioni valutate entrambe come troppo onerose per le casse dello Stato. E ci sarebbe anche da inserire ''il riconoscimento dell'atto medico, che al momento rimane, e siamo gli unici in Europa oltre alla Polonia, senza inquadramento nel codice''. Il ddl sulla sperimentazione, comunque, potrebbe non essere l'unico veicolo per introdurre novita' in campo sanitario: c'e' infatti al vaglio delle Camere anche la legge di stabilita', con i nuovi tagli al finanziamento del Servizio sanitario. E in quella sede potrebbe riaprirsi ad esempio la diatriba sui farmaci: le norme del decreto sulla revisione del prontuario sono gia' state alleggerite ed e' sparita la norma sull'uso dei medicinali fuori etichetta ma non e' riuscito il tentativo di cancellare un'altra disposizione invisa all'industria, quella della prescrizione del principio attivo. Gia' con il parere al dl la commissione Attivita' produttive aveva chiesto di cassare anche quella norma. Richiesta che non e' stata presa in considerazione in quella sede e che potrebbe invece trovare uno spazio diverso con la legge di stabilita'.

Snami, Testa rieletto alla guida: No alla riforma Balduzzi: a ribadirlo e' Angelo Testa, appena confermato presidente dello Snami, il secondo sindacato dei medici di base per numero di iscritti, con il 92% dei voti insieme alla sua lista. Testa e' stato eletto dai delegati riuniti nel congresso di Tivoli e guidera' il sindacato per il prossimo triennio. Nel suo discorso di accettazione Testa ha ribadito il no del sindacato alla riforma Balduzzi che oggi inizia il suo iter al Senato: ''Lo scenario che ci circonda - ha osservato - e' desolante: pochi soldi, malapolitica che continua ad imperversare e sindacati scendiletto che dicono sempre si' a tutto. La reazione deve essere di denuncia puntuale di questi tentativi di demolizione della medicina territoriale e di proposta del nostro modello delle cure primarie''. Il no alla riforma, reso esplicito con dieci domande al ministro Balduzzi e contro cui i medici sono pronti anche alla raccolta di firme per un referendum abrogativo, sara' portato nei prossimi giorni anche negli studi medici: ''Utilizzeremo le sale d'aspetto - ha aggiunto il presidente - per comunicare direttamente con gli assistiti: cartelli sulla prevenzione delle malattie e stili di vita, ma anche informazione puntuale dei meccanismi che il sistema sta ponendo in essere per scippargli l'assistenza sanitaria''. Il nuovo mandato del presidente durera' tre anni: ''Il lavoro - ha spiegato - sara' volto a difendere i medici che credono nella loro professione intellettuale e non ragionieristica , i pazienti che continuano a volere il loro medico di fiducia che liberamente hanno scelto e non un 'turnista' sconosciuto e sempre diverso, a strenua difesa di un sistema sanitario nazionale che lobby affaristiche vorrebbero malfunzionasse per occuparlo con sistemi di assicurazioni private che hanno miseramente fallito in altre nazioni. Sia chiaro - ha concluso Testa - che lo Snami insieme ai sindacati sani non permettera' questo percorso schizofrenico''.

Se l'articolo ti è piaciuto inoltralo ad un collega utilizzando l'apposita funzione

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato