Decreto sanità, i senatori non vogliono la fiducia. Modifiche condivise in altro ddl

Redazione DottNet | 24/10/2012 20:00

Malumore dei senatori della commissione Sanita' per l'impossibilita', dettata dai tempi stretti, di modificare il decreto Balduzzi. Nonostante gli spiragli aperti ieri, infatti, alla fine non c'e' spazio per immaginare anche una terza lettura del provvedimento, e il tentativo, da parte dei relatori, e' quello di cercare almeno di indicare ''i punti condivisi'', come spiega Michele Saccomanno, sui quali continuare a lavorare in un secondo momento, probabilmente attraverso il ddl sulla sperimentazione clinica, gia' al Senato in seconda lettura.

''Oggi - ammette il presidente della commissione, Antonio Tomassini - si sono state un po' di discussioni sulla mia proposta di procedere all'illustrazione dei soli emendamenti condivisi. Alcuni singoli senatori hanno invece chiesto di attenersi al rito formale'' quindi domani ''come da regolamento ci sara' il rito ineluttabile dell'illustrazione di tutti gli emendamenti, presentatore per presentatore, che dara' comunque poca soddisfazione visto che non potranno poi essere accolti''. Il testo, infatti, sara' con ogni probabilita' blindato con la fiducia cosi' come uscito dalla Camera. Ma il dibattito, anche per rispondere ai mal di pancia, andra' avanti anche domani, con l'illustrazione di tutte e 200 le proposte di modifica presentate dai senatori. ''Il ministro Balduzzi - ha aggiunto Tomassini - ha convenuto che tra le proposte ne esistano molte che contengono inserimenti costruttivi che spera di recuperare in un provvedimento successivo'' probabilmente appunto con il 'ddl Fazio' che andra' rivisto e asciugato visto che diversi temi sono gia' stati assorbiti dal decreto (e dal quale andranno anche stralciate le parti di delega per consentire di chiedere per l'esame la sede deliberante, senza dover passare per l'Aula e accelerare i tempi). Tra gli otto punti condivisi dalle forze che sostengono la maggioranza prevedono una revisione dei capitoli rischio clinico e assicurazioni, una apertura maggiore sullo sblocco del turnover, ma anche l'inserimento del parto indolore nei Lea. ''E' grave che il Governo dei tecnici impedisca ad un ramo del Parlamento di esprimersi in merito al dl del Ministro della Salute, approvato con voto di fiducia dalla Camera''. Cosi' Costantino Troise, segretario dell'Anaao-Assomed, commenta il probabile ricorso alla fiducia anche al Senato sul dl sanita'. ''Dopo avere permesso la cura dimagrante, imposta dalla Commissione Bilancio della Camera con argomentazioni spesso speciose e non dimostrate - spiega in una nota - al testo approvato dalla Commissione Affari Sociali, ora si chiede un'altra fiducia per non correre il rischio che il Senato emendi e migliori la legge. Ormai il bicameralismo perfetto e' solo un'ipotesi di scuola, e le soluzioni tecnocratiche impongono la linea a colpi di fiducia prevaricando le prerogative parlamentari''. La sanita', lamenta Troise, ''e' nei programmi del Governo solo come fattore di spesa, da tagliare prima e piu' degli altri, un capro espiatorio della crisi, un laboratorio dove si sperimentano ricette di privatizzazione. Il diritto forte di cui parla la Costituzione non figura nei suoi programmi nemmeno per errore''. Difendere il patrimonio del Ssn ''tocchera' a tutti coloro che il 27 ottobre - conclude il segretario dell'Anaao - manifesteranno la volonta' di opporsi a chi nell'abbandono delle cure vede l'unica fonte di risparmio, continua a legiferare frantumando la coesione sociale del Paese e restringendo il perimetro delle tutele. Sara' la piazza del 27 ottobre a lanciare l'allarme rosso per la sanita' pubblica e provare, con quanti ne hanno a cuore le sorti, a salvare il soldato Ssn''.

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato