Diecimila medici in piazza a Roma per salvare la sanità. Dottnet seguirà l’evento. Pdl: parlamento umiliato, no alla fiducia

Redazione DottNet | 25/10/2012 20:51

Toccherà alla piazza del 27 ottobre lanciare l'allarme rosso per la sanità pubblica e provare, insieme con quanti ne hanno a cuore le sorti, a 'salvare il soldato Ssn'. E' quanto sottolinea il segretario Nazionale dell'Anaao Assomed, Costantino Troise, annunciando che a sfilare da piazza della Repubblica fino al Colosseo saranno tra 7 e 10 mila tra medici dipendenti e convenzionati, veterinari, dirigenti sanitari, tecnici, professionali ed amministrativi del Ssn e della ospedalita' privata accreditata, precari e medici in formazione.

A raccogliere sentimenti, reazioni e commenti anche la redazione di Dottnet che ha previsto una postazione mobile con cameramen. Secco lo slogan della manifestazione: ''diritto alla cura, diritto a curare''. ''Il diritto più forte di cui parla la Costituzione - afferma Troise - è il diritto alla cura dei cittadini e il diritto a curare dei medici, o si mantengono insieme o muoiono insieme''. Ma nonostante in Italia si registri, pur tra carenze e limiti, una spesa tra le più basse in Europa con indicatori di salute tra i migliori, ''la sanità - si legge nel manifesto del 27 ottobre - è diventata il settore più bersagliato da tagli indiscriminati, sia perché parte del pubblico impiego sia perché considerato contenitore di molta spesa eccessiva ed ingiustificata''. Non solo: ''il federalismo sanitario - denuncia Troise - ha finora prodotto un aumento delle ineguaglianze tra Nord e Sud, ingiustificati eccessi, scarsa garanzia dei LEA e mantenuto all'interno di molte Regioni santuari intoccabili''. Il timore, per i sindacati, è che ''impoverendo la sanità pubblica e svuotandola di competenze professionali ed innovazioni tecnologiche, si incentivi un processo di privatizzazione a vantaggio del privato che opera al di fuori del Ssn''. ''Quello che si intravede in prospettiva - continua il segretario - è un sistema pubblico povero per i poveri''. In pratica aumenta il ticket a carico dei cittadini e sale il carico fiscale mentre calano quantità e qualità dei servizi sanitari erogati. Di qui la volontà di scendere in piazza per difendere il patrimonio del Ssn italiano.

Ignazio Marino. ''La sanita' e' una risorsa e non un costo. Questo principio e' stato messo in crisi da anni di scelte sbagliate: la mancanza di investimenti, di innovazione tecnologica nei nostri ospedali pubblici e i tagli continui alle risorse oltre al blocco del turn over''. Lo afferma il senatore del Pd Ignazio Marino, annunciando che sabato partecipera' salla manifestazione nazionale 'Diritto alla cura, diritto a curare', voluta dai sindacati dei medici. ''Nelle Regioni piu' ricche - spiega il presidente della commissione d'inchiesta sul Ssn - gli ospedali offrono un'assistenza di buon livello solo per l'abnegazione di medici, tecnici e infermieri: manca il sapone nei bagni, l'acqua potabile per il personale che fa il turno di notte, ho visto barelle spinte con una mano sola, perche' l'altra doveva sorreggere la sacca della flebo. Insomma, non si puo' continuare a pretendere di colmare le carenze del sistema con l'abnegazione del personale''. ''Nonostante questo - prosegue - altri tagli sono in arrivo con la legge di stabilita': aggiungere ai 21 miliardi gia' previsti altri 1,6 miliardi significa dare l'impulso per il tracollo definitivo. Mi oppongo all'idea che il nostro Servizio Sanitario Nazionale sia smantellato e sostituito da un sistema privato all'americana, dove i ricchi possono avere l'assistenza migliore mentre i poveri sono condannati non avendo i soldi per curarsi. Ecco perche' esprimo la mia convinta adesione alla Manifestazione nazionale ''Diritto alla cura, diritto a curare'' del 27 ottobre''. 

Antonio Palagiano. ''Partecipero', sia nella mia veste di medico che nella mia veste di cittadino e politico, alla manifestazione di sabato in difesa del Servizio Sanitario Nazionale''. E' quanto annuncia il responsabile sanita' dell'Italia dei Valori, Antonio Palagiano in merito alla manifestazione nazionale ''Diritto alla cura, diritto a curare'' prevista a Roma per il 27 ottobre, aggiungendo che partecipera' ''in modo convinto, dopo essermi battuto, nell'aula di Montecitorio, contro un dl che promette cio' che non puo' mantenere e contro un Governo che continua a portare avanti una strategia miope nei confronti della sanita'''. La mia adesione, spiega il senatore, ''e' l'adesione di chi rivendica la tutela dell'art.32 della nostra Costituzione che dovrebbe garantire, a tutti e indiscriminatamente, l'accesso alle cure. Un diritto che ha subito, negli ultimi anni, una vera e propria erosione, andata di pari passo al decurtamento dei fondi portato avanti dalle manovre dei Governi Berlusconi e Monti''. ''Bonificare il sistema sanitario dai tanti sprechi e interessi privati che lo affliggono - aggiunge il responsabile sanita' dell'Idv - e' un'operazione necessaria, che non puo' essere affrontata con tagli lineari. Ad esempio sarebbe urgente ridurre i duplicati che creano sperpero di risorse e accorpare le molte Asl, frammentate per creare nuove poltrone da regalare ad amici. Va rivista necessariamente la modifica del titolo V della nostra Costituzione, che attribuisce completa autonomia alle Regioni in campo sanitario e non solo: cio' ha prodotto venti modelli diversi di sanita' che non sempre garantiscono un'assistenza adeguata''. ''Siamo preoccupati - conclude Palagiano - per lo stato di salute del nostro Ssn e lo siamo ancora di piu' se immaginiamo come sara' quello degli anni a venire, ovvero un sistema a due velocita', con una corsia preferenziale per chi puo' pagare di tasca propria e una sanita' pubblica sempre piu' malata''. 

L’opposizione del Pdl al decreto. Senza un ''segnale e un impegno chiaro'' del premier Monti a portare avanti le misure ''su cui avevamo trovato l'intesa'' diversi senatori del Pdl della commissione Sanita' non voteranno la fiducia al decreto. Lo annunciano in conferenza stampa il capogruppo Raffaele Calabro', insieme a Michele Saccomanno, Luigi D'Ambrosio Lettieri e Stefano De Lillo. Il Parlamento, ha detto il relatore, e' stato ''umiliato'' e ''vogliamo dare un segnale'' anche di ''sostegno e apprezzamento per il ministro Balduzzi''.''Siamo vicini all'impasse istituzionale'' e la ''mortificazione cui sono stati costretti i senatori che non hanno avuto la possibilita' di svolgere la loro funzione, per un motivo (i tempi troppo stretti, ndr) che ha il sapore di un pretesto'' rappresenta ''una ferita profonda inferta all'equilibrio dei poteri'' spiega D'Ambrosio Lettieri, chiarendo appunto che serve ''un impegno forte da parte di Monti per un prossimo provvedimento, in tempi molto stretti, in grado di tradurre le indicazioni per la quali abbiamo a lungo lavorato, e mostrare una reale e concreta attenzione alla sanita' del Paese''. Solo ''a recupero'' delle misure concordate in un altro provvedimento e non ''a promessa daremo la fiducia''. Peraltro per i senatori questo e' anche ''il modo migliore per esprimere il nostro consenso e la nostra solidarieta' a Balduzzi'', che ''ci ha garantito che si vuole impegnare per proseguire questo percorso al momento bloccato'', dando un segnale ''forte'' che induca ''il premier a destinare maggiore attenzione al ministro e alla sanita' ''. E Saccomanno chiede 'uno scatto di orgoglio'' anche al ministro, dicendosi ''molto deluso'' perche' ''il Senato ha lavorato su certi temi per 5 anni impegnandosi al massimo poi una mattina e' arrivato il governo e gli ha detto: 'Avete perso tempo' ''. ''Contavamo - spiega Calabro' - di poter migliorare una serie di aspetti ma la realta' e' che non abbiamo potuto fare il nostro lavoro''. Cosi' il decreto rischia di rimanere ''un bel quadro'' ma una ''riforma mancata'' anche perche' ''non sono state stanziate risorse''.

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