Migliaia di medici in piazza a Roma: le video interviste di Dottnet ai leader sindacali. Balduzzi: incontrerò i promotori dell’iniziativa

Redazione DottNet | 29/10/2012 11:05

Il Ministro della Salute Renato Balduzzi, subito dopo la conclusione della manifestazione dei medici italiani di sabato mattina a Roma ha comunicato che, ''ha seguito con molta attenzione'' la manifestazione 'Diritto alla cura, diritto di curare' ispirata da un convinto desiderio di sostenere e valorizzare il nostro Servizio sanitario nazionale''. Il ministro è interessato ad incontrare, nella giornata di martedì 30 ottobre, una delegazione delle organizzazioni promotrici.

Dottnet, come vi abbiamo anticipato, era in piazza con i medici di cui ha riportato umori e commenti: nei video che abbiamo prodotto e che potete vedere  un ampio resoconto della giornata con i commenti dei leader sindacali di tutte le sigle presenti. "Spero che dall'incontro con Balduzzi possa nascere qualcosa, magari il ministro potrà portare le nostre istanze in Parlamento", si augura intanto il segretario nazionale Fimmg, Giacomo Milillo.  Gli ha fatto eco anche il segretario nazionale Cimo Asmd, Riccardo Cassi, sostenendo: "Ci fa piacere di incontrare il ministro, ma il problema non è lui, è la spending review. Il problema - prosegue Cassi - sono le Regioni. In questo caso il ministro non ha particolari responsabilità. La riforma del 2001 è stata un fallimento, tocca trovare una soluzione e - ha concluso - far decidere al Parlamento". 

Cgil: ''Ormai e' allarme rosso, e la grandiosa partecipazione di oggi, medici e cittadini insieme, e' il segnale del profondo disagio del servizio pubblico che chiede di fermare i tagli''. Lo dice Massimo Cozza, segretario nazionale della Fp Cgil medici, mentre sfila col corteo di tutte le sigle sindacali dei camici bianchi da questa mattina per le strade del centro di Roma, per protestare contro i tagli e i ticket imposti prima dal governo Berlusconi e ora dal governo tecnico alla sanita'. ''Siamo esasperati - prosegue il sindacalista - sia noi che i cittadini. I camici bianchi sono senza risorse, con sono 10mila precari, con il blocco del turnover e col merito stabilito dalla cattiva politica che alimenta sprechi, ruberie e corruzione''. E oltre al taglio delle risorse del fondo sanitario e a quello dei ''diciottomila posti letto con la spending review'', ricorda Cozza, ''sui cittadini e' in arrivo entro il 2014 un ticket da 2 miliardi di euro complessivi'' per effetto dell'ultima manovra di Tremonti.

Anaao-Assomed. La situazione del Servizio sanitario, per colpa dei continui tagli, ''e' esplosiva'' e ''rischia di portare a picco, insieme, il diritto alla salute dei cittadini e quello dei medici a curare'', fino ad un ''funerale del Ssn''. Lo ha detto dal palco presso il Colosseo Costantino Troise, segretario dell'Anaao, principale sindacato dei medici ospedalieri, parlando a nome dell' intersindacale che ha organizzato la protesta dei camici bianchi a Roma in difesa della sanita' pubblica. Alla manifestazione, sottolinea, hanno partecipato tutte le sigle sindacali del comparto, ''fatto inusuale che mostra la consapevolezza di tutti dell'allarme rosso, del fatto che la sanita' pubblica e' arrivata a punto critico e non siamo sicuri che ci sia ancora possibilita' di ritorno. Il sistema pubblico si sta avviando a diventare povero per i poveri ma noi - ha proseguito - non ci stiamo ad assistere al funerale dell'Ssn, a guardare senza fare niente un destino annunciato. Diciamo no a sistema in cui gli utili siano privati e i costi pubblici, nel quale ci viene chiesto di far fronte a una domanda crescente con risorse sempre piu' scarse''. Se la politica e' quella di ''attaccare il sistema di welfare con un uso strumentale della crisi, e se la salute e' solo un costo'' allora, scandisce Troise, ''tanto vale affidare al ministero dell'Economia il ministero della Salute''. Invece va difeso il servizio pubblico perche' ''tutti gli operatori sanitari, giorno e notte, lavorano per lo Stato per assicurare l'esigibilita' del diritto costituzionale alla salute''.

Cittadinanzattiva. Sul palco la parola e' andata anche ai cittadini per voce di Giuseppe Scaramuzza, coordinatore del Tribunale del Malato di Cittadinanzattiva, che ha sottolineato come ''vedere in piazza i medici non e' da Paese civile, ormai mancano solo i sacerdoti...''. Il governo, ha aggiunto, ''aveva promesso rigore, sviluppo ed equita', ma e' rimasto solo il rigore, mentre lo sviluppo, e soprattutto l'equita', si sono persi per strada''. 

Fimp. ''Basta tagli alla sanita': oggi abbiamo detto all'intero paese che i pediatri e i medici sono una forza di resistenza che si oppone a chi vuole smantellare il servizio sanitario nazionale'', queste sono le prime parole di Giuseppe Mele, presidente nazionale FIMP alla manifestazione di Roma a difesa del Ssn. ''La rappresentanza pediatrica oggi e' stata massiccia, di alcune centinaia di colleghi'', ha detto il presidente FIMP, ''e per noi e' stato fondamentale portare la nostra voce per farla arrivare al Presidente Napolitano, all'intero governo Monti e a tutta la societa' italiana''. Mele ha sottolineare che ''quando si parla di sostenibilita' si pensa unicamente a tagli da effettuare sulla componente medica e sulla qualita' delle cure'', ''evitando sempre di intervenire in modo efficace sui veri sprechi della sanita'''. Mele ha concluso rilevando che la classe medica e' parte importante della ripresa del Paese, ''siamo protagonisti attivi di questo cambiamento e non vogliamo subire imposizioni. Oggi e' il punto di non ritorno: se non avremo risposte chiare e soddisfacenti potremo intraprendere azioni ben piu' pesanti e gravose di una manifestazione di piazza''. 

Smi: Il Sindacato dei Medici Italiani, insieme a tutti gli altri sindacati del settore, in piazza contro i tagli del Governo. Forte partecipazione dei camici bianchi dell'ospedale e del territorio, dei veterinari e di tutto il personale dirigente del Ssn. Il segretario generale, Salvo Calì, ha aperto il corteo con gli altri leader sindacali: “Il  decreto Balduzzi è un contenitore vuoto e inutile – afferma Calì - . Che senso ha introdurre il ruolo unico senza accompagnarlo con il tempo pieno a 38 ore settimanali? Si vuole forse trasformare il ruolo unico in una semplice graduatoria per la Medicina generale e la Continuità assistenziale?". Tema caldo per il segretario dello Smi anche  le  aggregazioni complesse. “Il sistema potrebbe funzionare a patto di evitare esasperazioni – spiega Calì -. L'Italia è il Paese delle differenze geografiche e culturali dove è importante  prevedere  l'erogazione di servizi sociosanitari flessibili se vogliamo salvaguardare caratteristiche della Medicina generale quali capillarità, accessibilità e stretto rapporto fiduciario medico- paziente". Infine l'emergenza: “Chi ha un rapporto di lavoro assimilabile alla dipendenza – precisa spiega Calì - deve essere assunto". 

Aaroi. ''In queste condizioni e' diventato impossibile lavorare. Se non abbiamo risposte siamo anche pronti ad uscire dal servizio sanitario pubblico e poi vediamo come fanno''. E' la provocazione lanciata da Vincenzo Carpino, presidente del sindacato degli anestesisti (Aaroi) nel corso della manifestazione in difesa della sanita' pubblica. ''E' una batosta continua, il ministro ci dia delle risposte, quando ci sono i tagli non puo' dire 'io non c'entro', altrimenti se ne vada e lasci il posto ad un altro''.''Noi siamo medici della medicina pubblica e abbiamo lavorato tanto per difendere e far crescere il Servizio sanitario nazionale - spiega Carpino - e ora, dopo tanti tagli, siamo messi male. Per questo siamo anche pronti a uscire dal Ssn, ci mettiamo tutti a lavorare nel privato e ci pagano a prestazione''. Ormai, tra taglio delle risorse e dei posti letto e blocco del turnover ''siamo in ginocchio. Come si fa a fare medicina pubblica in queste condizioni? Se ci vogliono tenere dentro il sistema pubblico, come noi vogliamo, ci devono dare almeno il minimo per lavorare. Oggi - ha tenuto a sottolineare Carpino - siamo qui a spese nostre, senza scioperare, per dire ai cittadini di scendere in piazza con noi e aiutarci a difendere questo sistema''. 

Ignazio Marino. ''Abbiamo tagliato un quinto del Fondo sanitario nazionale'' tanto che ormai ci sono ospedali, come ''il Molinette di Torino che non ha piu' soldi nemmeno per dare ai ricoverati le bottigliette d'acqua. In futuro cosa si dira' ai malati, di portarsi le lenzuola da casa?''. Lo afferma il senatore del Pd Ignazio Marino, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale (Ssn), sfilando a Roma con il corteo dei sindacati dei medici contro i tagli alla sanita', che, dice, sono ormai ''intollerabili''. ''Ci saranno - dice - 21 miliardi di euro di tagli in 3 anni'' mentre ''la maggior parte dei Paesi europei fa razionalizzazione degli investimenti e guarda a come aumentare quelli in sanita'. Noi invece siamo agli ultimi posti con Grecia e Portogallo. Ormai ci sono due sanita': una pubblica e impoverita, l'altra privata per le classi piu' ricche''. E il decreto sanita', non risolve i problemi, e, anzi e' ''uno schiaffo in faccia ai medici'' e resta ''invotabile'', visto che ad esempio, ''si vuole fare una riforma sette giorni su sette della medicina territoriale a zero euro, quando chi ha iniziato a farlo, come la Toscana, spende 16 milioni di euro per la spesa corrente di sole 40 strutture di questo tipo che non coprono nemmeno tutto il territorio''. Balduzzi, dice Marino, ''dovrebbe spiegarci come fa a fare tutto questo senza un euro in piu' ''. Ma ''il ministro - conclude - promette e non mantiene. Cosi' come ha fatto proprio con il decreto: aveva promesso a me personalmente e in pubblico che ci sarebbe stato un percorso parlamentare serio sulla legge, e invece alla Camera si e' messa la fiducia su un testo alla fine scritto dal governo e lo stesso si sta per fare al Senato''.

Per visualizzare le videointerviste agli esponenti sindacali intervenuti alla manifestazione clicca qui

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