Piemonte, si riparla di distribuzione diretta in farmacia dei farmaci antitumorali

Redazione DottNet | 29/10/2012 13:57

Sono troppi i disagi causati ai pazienti dalla dpc su alcuni farmaci antitumorali, scrive Repubblica. E quindi si dà il pretesto alla Regione per provare la strada della distribuzione diretta, come promette l'assessore alla Salute, Paolo Monferino, all'indomani del servizio con cui il quotidiano ha raccontato le peregrinazioni cui sono costretti i malati oncologici degli ospedali di Candiolo e Molinette per accedere ai medicinali di cui hanno bisogno: prima si passa dall'ospedale che rilascia il piano terapeutico, poi si fa tappa alla propria Asl che deve registrare il piano, quindi dal Mmg per la ricetta e, infine, in farmacia (due passaggi) per prenotare e poi ritirare il farmaco.

 «Siamo consapevoli che nell'ultimo anno gli ospedali hanno delegato la distribuzione di questi farmaci alle Asl per evitare di sforare il proprio budget annuale» ha detto Monferino «ma se si passasse attraverso  i medici di base e le farmacie i costi per la Regione aumenterebbero». Come se non bastasse, Monferino ha anche annunciato una prossima intensificazione della distribuzione diretta, che potrebbe far pensare al parallelo ridimensionamento dell'intesa con le farmacie per la dpc. «Ancora una volta la Regione tiene gli innovativi fuori dalle farmacie» commenta Luciano Platter, presidente di Federfarma Torino. «Eppure sono le stesse organizzazioni dei malati a chiederlo: i presidi sono il punto d'accesso alle cure più immediato e comodo per i pazienti».

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