Gli anziani bocciano il Servizio sanitario nazionale: peggiorano le norme e le strutture

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 29/10/2012 17:50

Il 78% dei cittadini italiani e' convinto che negli ultimi due anni l'erogazione dei servizi socio sanitari sia peggiorata e tra le cause di tale peggioramento, nel 62% dei casi, vi e' la diminuzione delle risorse economiche. E' quanto emerge da un'indagine commissionata da FederAnziani all'Istituto Piepoli e i cui risultati saranno discussi nell'ambito del I Congresso della Corte di Giustizia Popolare per il Diritto alla Salute, organismo nazionale della Federazione preposto alla tutela del diritto alla salute dei cittadini.

L'iniziativa  e' in corso a Montesilvano, alla presenza di circa 3.000 delegati che si stanno confrontando sulle criticita' e su possibili soluzioni in materia di diritto alla salute. Ai lavori, nel pomeriggio, prendera' parte anche il ministro della Salute, Renato Balduzzi. Se tre cittadini su quattro bocciano il Servizio sanitario nazionale, dall'indagine - effettuata su un campione di 1.028 pazienti e 1.024 medici tra Nord, Centro e Sud Italia - emerge che solo il 14% dei pazienti intervistati ritiene migliorata l'erogazione dei servizi socio sanitari. Oltre alla diminuzione delle risorse economiche, il 21% degli intervistati attribuisce il peggioramento a normative e decreti, il 16% a carenze e obsolescenze delle attrezzature sanitarie, il 9% al ruolo di consigli-ordini non scritti impartiti ai superiori dei medici e il 7% a usi e consuetudini. Lo studio rivela inoltre che solo il 37% dei cittadini intervistati ritiene 'molto' o 'abbastanza' tutelato il proprio diritto personale alla salute, mentre il 61% lo ritiene tutelato 'poco' o 'per nulla'. Diversamente la pensano i medici, secondo cui, nel 66% dei casi i pazienti sono 'molto' o 'abbastanza tutelati'. Un camice bianco su tre ritiene, invece, che i pazienti siano poco tutelati sul diritto alla salute. In materia di farmaci e per quanto riguarda il decreto sulla spending review, che impone ai medici di prescrivere il principio attivo, due terzi dei camici bianchi e due terzi dei cittadini si sono espressi contro il lasciar decidere al farmacista la scelta del farmaco da far assumere al paziente, con il 48% dei professionisti che si sono detti 'per nulla d'accordo' con la norma. Dall'indagine, inoltre, emerge che medici e pazienti preferiscono la chirurgia laparoscopica. L'88% dei camici bianchi e il 78% dei cittadini, infatti, si sono espressi a favore della laparoscopia rispetto al sistema tradizionale ipotizzando l'asportazione della colecisti. Ad oggi, pero', in Italia solo il 20% di questi interventi viene effettuato per via laparoscopica, mentre il restante 80% viene condotto in modo tradizionale, nonostante tale sistema comporti degenze prolungate e costose. ''Lo spaccato emerso dall'indagine - commenta il presidente di FederAnziani, Roberto Messina - rispecchia in modo efficace i sentimenti diffusi tra i cittadini e i medici in merito alle problematicita' del nostro Servizio Sanitario Nazionale, motivo per il quale questo congresso vuole far tornare a parlare tra loro i diversi attori del comparto, con lo scopo di definire soluzioni volte alla tutela del cittadino. Ci auguriamo che le soluzioni che usciranno dalle commissioni congressuali possano essere approvate con successo dai delegati - conclude - affinche' il comparto per intero possa ricucire lo strappo che si e' consumato''.

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