Via libera al decreto sanità: così cambia il lavoro dei medici di base. Video interviste a Milillo, La Vecchia, Troise, Cozza e molti altri. Fimmg: soddisfatti ma eliminiamo le strumentalizzazioni

Redazione DottNet | 01/11/2012 09:55

Stili di vita più 'sani' per gli 'under 18', che non potranno entrare nelle sale giochi ne' spendere tempo (e denaro) con le slot machine, e ai quali non si potranno più vendere ne' alcolici ne' sigarette. Il decreto sanità, con la fiducia incassata al Senato (non senza qualche malumore nella maggioranza) e' legge e porta con se' anche una piccola 'rivoluzione' nell'organizzazione della sanità pubblica, a partire dalle norme che puntano a tenere fuori la ''cattiva politica'' dalle nomine di manager e primari. Nel corso della manifestazione del 27 ottobre a Roma la redazione di Dottnet era sul campo per seguire l’evento e intervistare i protagonisti della protesta (clicca qui per vedere le interviste).

Un provvedimento approvato in via definitiva con 181 sì ma da una maggioranza che si sta 'sfilacciando', soprattutto nelle file del Pdl, che tra assenti (30), no (9) e astenuti (22) ha fatto mancare parecchi voti di fiducia al governo. Un testo che è stato criticato nel metodo (la fiducia non ha dato possibilità ai senatori di intervenire) e nel merito (in primis perché mancano nuove risorse, in particolare per l'h24 nella medicina territoriale). Tanto che già a Palazzo Madama si lavora per 'correggere e migliorare' le norme, con la ripresa, probabilmente da metà novembre, del ddl omnibus sulla sanità voluto dall'allora ministro Ferruccio Fazio. Ma si tratterà, ha chiarito l'attuale titolare della Salute, Renato Balduzzi, ''di misure aggiuntive'' e non di modifiche al decreto che ''ora è legge e ha una sua autonomia''. 

- CAMBIA LAVORO MEDICI: per i medici di famiglia via alle aggregazioni mono e multiprofessionali garantendo la copertura 'per tutta la giornata' ma 'a costo zero' fino al rinnovo delle convenzioni, e con organizzazione stabilita dalle Regioni. Per quelli dipendenti poi più trasparenza nella libera professione, con pagamenti sempre tracciabili e studi privati collegati in rete con le Asl. Per tutti cambia il profilo della responsabilità, con la colpa lieve che comporterà solo il risarcimento ma è saltato l'obbligo per tutte le strutture di assicurarsi (questo uno dei punti su cui si tornerà con il ddl omnibus). Concessa una deroga del 15% al blocco del turnover per le Regioni che avranno valutazione positiva dei progressi nei piani di rientro (altro punto che i senatori avevano proposto di modificare, spostando la soglia al 25% e che sarà oggetto della prossima discussione parlamentare).I medici di famiglia si dicono ''soddisfatti'' per l'approvazione del decreto Sanità al Senato, ma invitano ad evitare ''strumentalizzazioni''. ''Esprimiamo soddisfazione per la conversione in legge del dl sanità'', dichiara il segretario nazionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) Giacomo Milillo. ''Rimaniamo però attenti - afferma Milillo - a impedire un uso mono direzionale e speculativo dei contenuti del comma 7 dell'art. 1 circa la riduzione delle prerogative negoziali della medicina generale''. ''Auspichiamo - sottolinea il segretario Fimmg - che le Regioni siano disponibili ad aprire al piu' presto il confronto politico e negoziale nell'interesse comune di amplificare la capacità di azione delle cure territoriali, anche come risposta a un reale interesse di mantenimento di un Sistema sanitario nazionale pubblico'' 

- STILI DI VITA: Per gli under 18 niente alcolici (con multe salate per chi li vende), fumo e giochi, per i quali c'e' anche una stretta sulla pubblicità. In più è introdotto l'obbligo di portare dal 12 al 20% il succo naturale contenuto nelle bibite analcoliche a base di frutta. Le nuove norme si applicheranno dopo 9 mesi dall'entrata in vigore della legge e previo esito positivo della procedura di notifica alla Ue.

 - FARMACI: terreno di scontro tra le forze politiche e capitolo che si potrebbe riaprire al Senato con il ddl. Rispetto al testo proposto inizialmente dal governo è infatti saltata (per effetto di emendamenti presentati dal Pdl) la possibilità di rinegoziare il prezzo per quelli troppo onerosi nella revisione del prontuario. Via anche la norma sull'uso dei farmaci fuori etichetta.

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