Eurisko: cecità senile, fra vent'anni colpirà 6 milioni d'italiani

Redazione DottNet | 31/07/2008 16:37

Oggi colpisce in Italia una persona ogni 60 sopra i 50 anni, ma tra vent'anni riguarderà almeno 6 milioni di persone, circa un italiano ogni sei: è la degenerazione maculare senile (Dmle), una delle cause più frequenti di cecità.

Un dato preoccupante, visto che il 6% degli italiani non è mai stato dall'oculista, e che gli altri ci vanno solo ogni due anni. A dirlo è un'indagine Eurisko presentata a Milano da alcuni esperti delle maggiori strutture cittadine, tra cui Roberto Ratiglia, direttore della Clinica Oculistica del Policlinico, Antonio Scialdone, direttore medico di oculistica al Fatebenefratelli Oftalmico e Nicola Orzalesi, direttore dell'oculistica al San Paolo. L'indagine ha intervistato un campione rappresentativo di italiani tra i 50 e i 74 anni, evidenziando ''non solo una diffusa mancanza di informazione sulla Dmle, ma anche una disattenzione più generale nei riguardi della vista''. Nonostante la degenerazione maculare comprometta pesantemente la qualità di vita sin dai primi sintomi, spiega l'indagine, ''quasi due terzi degli italiani non la conoscono. Otto su dieci non sanno che è una delle cause più frequenti di cecità, e solo uno su dieci sa quali siano i sintomi. Solo il 5% sa se e come si possa prevenire, e ancor più bassa è la percentuale (2%) di chi conosce i comportamenti e i rimedi per farlo''.
Lo studio Pamdi, una ricerca epidemiologica tutta italiana sulla Dmle, ''ha evidenziato che, contrariamente a quanto si poteva supporre, le popolazioni rurale sono più esposte a questa malattia - spiega il suo curatore Stefano Piermarocchi - e ciò è dovuto ad abitudini e stili di vita errati, come un'alimentazione ricca di grassi e proteine e povera di vitamine e antiossidanti, un più elevato consumo di alcool e un numero maggiore di fumatori''. Lo studio ha inoltre confermato che il fumo aumenta da 2 a 4 volte il rischio di contrarre la Dmle, mentre un consumo moderato di alcool (ovvero mezzo bicchiere al giorno) è associato a un minore rischio di sviluppare la malattia. ''Le regole principali per prevenire la Dmle e ridurne la progressione - ha concluso Ratiglia - sono: non fumare, seguire una dieta povera di grassi saturi e ricca di antiossidanti e vitamine. Via libera dunque a latte, carne e pesce, ma soprattutto a frutta, verdura e cereali''.
 

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