Le cure domiciliari integrate l’unica risposta alle famiglie con un malato terminale

Redazione DottNet | 01/11/2012 09:59

E' nelle cure ''domiciliari integrate'' la risposta alle esigenze delle famiglie con un malato terminale. 'Crollato' il modello di assistenza tradizionale, che affidava in larga misura le risposte sanitarie e assistenziali rispettivamente all'ospedale e alla famiglia, diventa necessario ''individuare nuovi modelli di integrazione tra pubblico, no-profit e privato che, in una logica di sistema, rispondano in modo efficace alle mutate esigenze sociosanitarie dei cittadini''.

Di questo si e' parlato nel corso di un incontro sul tema organizzato dalla senatrice Dorina Bianchi, cui ha preso parte Elio Cardinale, sottosegretario alla Salute, e diversi operatori e rappresentanti della sanità pubblica, no-profit e privata. Oggi - e' stato sottolineato - le cure domiciliari integrate forniscono un'opzione terapeutica sostenibile ed una efficace alternativa al ricovero ospedaliero, laddove la presenza di patologie cronico-degenerative e le condizioni familiari e socio-ambientali consentano l'erogazione di un trattamento sociosanitario a domicilio. ''L'assistenza domiciliare - ha commentato Raffaella Pannuti, presidente della Fondazione Ant che ha assistito oltre 90.000 persone assistite gratuitamente a domicilio in nove diverse regioni italiane - ha chiaramente l'intento di preservare in primo luogo al dignità della vita del sofferente e poi risulta significativamente meno onerosa rispetto al ricovero in una struttura tradizionale". Il costo medio di una giornata di assistenza Ant è infatti inferiore ai 30 euro a fronte di quello di un ospedale pubblico, che ammonta a diverse centinaia di euro.

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