Polillo: possibile rimodulare la spending review per evitare effetti sulle aziende farmaceutiche. Ridotti i tempi per i pagamenti della PA: sessanta giorni per la sanità

Redazione DottNet | 05/11/2012 14:31

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"Rispetto al settore delle aziende farmaceutiche, si potrebbero rimodulare le norme della Spending review in modo tale da mantenerne l'essenza positiva senza pero' gli effetti collaterali sulle aziende". Lo ha detto il sottosegretario all'Economia, Gianfranco Polillo, a margine di un incontro promosso da Assobiotec. Con la Spending review, ha sottolineato Polillo, ''abbiamo fatto un provvedimento che sta dando risultati positivi ma, al contempo, stiamo monitorando per vedere se in corso d'opera ci sono aspetti da aggiustare''.

 Per il settore farmaci, ha rilevato, ''con la Spending review c'e' indubbiamente un effetto positivo sulla finanza pubblica, ma vanno valutati gli effetti collaterali in termini di freno dello sviluppo tecnologico delle imprese farmaceutiche, e cio' dovra' essere attentamente valutato per vedere appunto se gli effetti positivi in termini di finanza pubblica sono bilanciati o meno dagli effetti negativi in termini di blocco della produzione e crescita della disoccupazione''. Il sottosegretario apre dunque alla possibilita' di un'eventuale modifica delle norme contenute nella Spending review per il comparto del farmaco: ''Se dovessimo accertare a un certo punto che il gioco non vale la candela - ha detto - significherebbe che queste norme non sono le tavole della legge e sono in vigore finche' danno risultati positivi. Se non dovessero dare tali risultati positivi - ha concluso Polillo - le norme si cambiano''.

Sessanta giorni i pagamenti alla sanità. Come si ricorderà  lo schema di decreto legislativo approvato dal Cdm lo scorso 31 ottobre recepisce la direttiva Ue sui tempi di pagamento e fissa il limite a 30 giorni. Il termine per il recepimento della direttiva era fissato al 16 marzo 2013, tuttavia il Governo ha voluto provvedere ad una sua attuazione anticipata dal 1° gennaio 2013 in considerazione della importanza della normativa nonché dell’opportunità peculiare di garantire, in questo momento, le imprese e più specificatamente le piccole e medie imprese. Il decreto approvato recepisce la direttiva 2011/7/UE sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali tra imprese, e tra Pubbliche Amministrazioni e imprese, e attua così la delega conferita al Governo con l’articolo 10 della legge n. 180 del 2011 (Statuto delle imprese). “L’Italia è il primo grande Paese europeo a dare attuazione alla direttiva – si legge nel comunicato stampa . – Il decreto legislativo è il frutto di una intensa attività di coordinamento del Ministro per gli Affari Europei con il Ministro co-proponente della Giustizia”. L’Italia si dota, così, in anticipo sui tempi europei di una più rigorosa disciplina per contrastare i ritardi di pagamento, in particolare per quanto riguarda le Pubbliche Amministrazioni. Sono così assicurati termini certi di pagamento: di norma trenta giorni, che non possono comunque superare i sessanta, consentiti solo in casi eccezionali. E quest’ultimo timing vale soprattutto per le strutture sanitarie. Il decreto prevede, inoltre, una maggiorazione del tasso degli interessi legali moratori, che passa dal 7% all’8% in più rispetto al tasso fissato dalla BCE per le operazioni di rifinanziamento. Per quanto riguarda poi i rapporti tra imprese, il decreto legislativo dispone un regime rigoroso stabilendo che il termine di pagamento legale sia di trenta giorni e che termini superiori a sessanta giorni possano essere previsti solo in casi particolari e in presenza di obiettive giustificazioni. La disciplina del decreto legislativo si applicherà ai contratti conclusi a partire dal 1° gennaio 2013. Le Pubbliche Amministrazioni e le imprese avranno così il tempo per adeguarsi alle nuove norme e per adottare procedure operative e contabili più funzionali a prassi di pagamento rapido.

Mercato in calo. Il mercato farmaceutico vale circa 25 miliardi di euro e ha fatto registrare nell'ultimo anno una contrazione complessiva del 3% nei valori, con stabilita' dei consumi in numero di confezioni. Lo ha detto Lorenzo Brambilla, direttore area consumer di Ims-Health alla presentazione della nuova edizione di CosmoFarma Exhibition, salone della Farmacia che avra' luogo a Bologna Fiere dal 19 al 21 aprile 2013. In particolare, nel settore delle Farmacie, Parafarmacie e Corner, il comparto commerciale, che rappresenta oggi il 36,2%, si e' incrementato dello 0,7% (34,9% nel 2011), per la crescita del nutraceutico e di alcuni comparti del personal care; mentre quello dei farmaci veri e propri, che oggi rappresenta il 63,8% e' calato del 4,9% (65,1% nel 2011) a causa dell'allineamento ai prezzi medi europei. L'analisi rileva che sulla Farmacia converge quasi il 90% del comparto commerciale, con una crescita trainata soprattutto dai prodotti 'notificati', mentre sono stabili quelli per l'igiene e bellezza della persona. In crescita invece con tassi annui medi del 7% nel 2010 e del 4% nel 2011 il mercato degli integratori, che ammonta a circa 1,9 miliardi di euro. Cosmofarma 2013 si suddividera' in 4 grandi macrosettori: farmaceutico/parafarmaceutiro/sanitario, dermocosmetico, naturale/alimentare/dietetico e servizi per la farmacia. Quattro i focus tematici di approfondimento, che riguarderanno 'baby-care', 'pet-care', 'food' e ortopedico/sanitario. Le aziende avranno la possibilita' di esporre in vetrine dedicate nel Centro servizi, che sara' occasione di promozione e business. Il 2013 sara' inoltre l'anno dello sviluppo internazionale, con il coinvolgimento di buyer provenienti dall' Europa dal Medioriente e da oltre oceano. Quanto ai convegni, l'obiettivo e' quello di incrementare le 150 ore dedicate nel 2012 a workshop, congressi, corsi di aggiornamento Ecm.

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