Revocato in India il brevetto del farmaco antiepatite Roche. E’ scontro con le Big Pharma

Redazione DottNet | 05/11/2012 10:40

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E' ormai scontro aperto tra ''Big pharma'' e l'India dopo la decisione di oggi di revocare il brevetto di un costoso medicinale anti epatite prodotto dalla svizzera Roche e quindi di rompere il monopolio detenuto dal colosso farmaceutico su questa importante cura. Seguendo una linea gia' sostenuta in passato, il gigante asiatico intende cosi' ribadire il suo ruolo di ''farmacia mondiale dei poveri'' grazie alla produzione di generici low cost, tra cui ci sono diversi prodotti salva vita e anti Aids.

E' la seconda volta in appena due mesi che la Roche subisce una debacle in India, uno dei mercati piu' appetitosi al mondo con un giro d'affari stimato di 12 miliardi di dollari, ma anche con una legislazione in materia di proprieta' intellettuale che si presta a molte interpretazioni, come si lamentano le case farmaceutiche. Il prossimo round di questo braccio di ferro sara' con l'altro gigante svizzero, Novartis, che a settembre si e' rivolta alla Corte Suprema di New Delhi per reclamare i diritti su un proprio farmaco anti cancro, il Glivec, in un estremo tentativo di vincere una battaglia legale che dura da ben sei anni. Il verdetto e' atteso nei prossimi mesi. La decisione di oggi e' stata presa dalla Corte di appello indiana per i brevetti (Ipab) che ha ritenuto il farmaco Pegasys, usato per curare l'epatite C, non come ''un invenzione'', tale quindi da essere protetta da un brevetto secondo il regime sulla tutela della proprieta' intellettuale noto come Trips e introdotto nel 2005. La cura, che dura sei mesi costa oltre 8.700 dollari, una cifra enorme per larga parte dei malati cronici di epatite che sono in maggioranza tossicodipendenti. L'azienda elvetica, che probabilmente fara' ricorso, non ha per ora reagito ufficialmente. Vale la pena di ricordare che il Pegasys e' stato il primo farmaco brevettato in India dove oltre il 90% dei medicinali sono generici, ovvero ''copiati'' da prodotti che sono frutto di anni di ricerca delle aziende occidentali. Si tratta di un annosa disputa ma che di recente, con la crisi economica globale, e' diventata di primaria importanza per i rapporti tra l'India e le aziende occidentali. Quest'anno e' stato un ''annus horribilis'' per Big Pharma in India. Il marzo scorso l'ufficio dei brevetti obbligo' la tedesca Bayer a cedere la patente di un farmaco anti cancro all'indiana Natco che e' ora disponibile a un prezzo di trenta volte inferiore. A settembre invece un tribunale ha dato ragione ad un'altra industria indiana dei low cost, la Cipla, autorizzandola a riprodurre l'antitumorale Tarceva della Roche. A sfidare il brevetto del Pegasys e' stata la fondazione indiana Sankalp Rehabilitation Trust che si occupa di diritti dei malati. Ovviamente soddisfatte le organizzazioni umanitarie come ''Medici Senza Frontiere'' che si riforniscono dall'India per le loro campagne mondiali sulla sanita' e anti Aids. La decisione di rompere il monopolio sul Pegasys e' particolarmente benvenuta perche' l'epatite C e' una malattia in aumento in Asia e colpisce coloro che sono piu' vulnerabili.

La replica della Roche. ''Un solido sistema di protezione dei brevetti e' essenziale per assicurare la continua ricerca di terapie innovative per la cura delle malattie''. E' questo il commento della casa farmaceutica Roche alla decisione dell'Ipab, la Corte d'appello indiana per i brevetti, di revocare la licenza per il farmaco per la cura dell'epatite Pagasys. La decisione era arrivata dopo il ricorso presentato dalla fondazione per la salute pubblica Sankalp Rehabilitation Trust, che aveva contestato la validita' del brevetto. ''Molti dei farmaci generici oggi utilizzati in India e in altri Paesi- spiega l'azienda farmaceutica svizzera in una nota - erano un tempo coperti da brevetto e sono disponibili per tutti proprio perche' industrie come la Roche hanno assunto il rischio di investire nella ricerca di farmaci innovativi''. ''Restiamo preoccupati - conclude nella nota la Roche - che una politica di negligenza per quanto riguarda le regole sui brevetti inibisca la ricerca di nuove terapie in futuro''.