Enpam, sette presidenti Omceo chiedono chiarezza nei conti: non ci sarebbe la sostenibilità a cinquant’anni. Lala è il nuovo vice di Oliveti. Zucchelli (Onaosi): il decreto Balduzzi è legge, chiariti i rapporti tra Ente e contribuenti

Previdenza | Redazione DottNet | 05/11/2012 17:31

Dodici medici con varie cariche nella Fondazione e negli Omceo provinciali (sette i presidenti, tra i quali Milano e Bologna) chiedono chiarezza sui conti dell'Enpam. I firmatari si sono rivolti ai ministeri del Lavoro, dell'Economia e della Salute muovendo dubbi sui dati della Cassa di previdenza relativi alla sostenibilità economica da qui a cinquant'anni.

 “Secondo uno studio dell'ordine di Bologna (clicca qui per scaricare il Bollettino: lo studio è da pagina 22 a seguire) già reso noto a luglio ai tre Ministeri – afferma  Roberto Carlo Rossi, presidente dell'Ordine di Milano - la Fondazione registrerà una significativa riduzione del numero dei medici iscritti nel breve e nel lungo periodo: 50mila in meno per il 2019, tra i 70mila e i 100mila in meno dal 2020 al 2034. Se ne deduce che l'Enpam non disporrebbe delle entrate necessarie per pagare le pensioni ai medici che negli anni a venire si ritireranno”. Da qui la richiesta inoltrata ai Ministeri dai dodici firmatari: “Le autorità di controllo - aggiunge Rossi - devono fare luce sulla situazione: nel caso le nostre stime fossero confermate, vogliamo capire come per l'Enpam si prospetti un rischio di questo genere a fronte di un patrimonio accertato di 12,5 milioni di euro”. Ma nel documento si torna a parlare  sulla vicenda del ginecologo siciliano Giansalvo Sciacchitano, allontanato a settembre  dal Consiglio di amministrazione dell'Ente. Rossi e colleghi chiedono, infatti, ai Ministeri di verificare la legittimità della decisione assunta dal Cda della Fondazione. “L'allontanamento di Sciacchitano -  conclude Rossi - è un atto esecrabile da un punto di vista umano e privo di qualsiasi fondamento, da un punto di vista giuridico. Anche in questo caso vogliamo che le Autorità intervengano per fare chiarezza”. Anche Bruno Di lascio, presidente dell’Ordine di Ferrara in passato ha mosso critiche sui conti Enpam: Di Lascio ha passato al setaccio il bilancio muovendo una serie di rilievi (clicca qui per scaricare il commento di Di Lascio al bilancio Enpam).  

Nuove nomine. Lo specialista ambulatoriale Roberto Lala è stato eletto vice presidente della Fondazione Enpam. L’elezione è avvenuta domenica 28 ottobre nel corso di un Consiglio nazionale straordinario dell’ente di previdenza dei medici e degli odontoiatri. Lala ha riportato 61 voti su 106. Dopo la proclamazione il neo vicepresidente ha rivolto un ringraziamento per la fiducia accordata e ha lanciato un messaggio di unità: “Nella mia vita ho sempre cercato, qualunque cosa io abbia fatto, di farla nel consenso e accettando la critica altrui come momento di crescita”. “Lavorerò nell’interesse di questo ente che è importante per noi che abbiamo una certa età e che lo sarà sempre di più per le generazioni dei giovani che verranno dopo di noi – ha continuato Lala – perché non credo che nel futuro la previdenza pubblica sarà la gamba più importante, almeno nel mondo medico”.  Roberto Lala, 62 anni, specializzato in patologia generale, era già consigliere di amministrazione dell’Enpam, componente della Consulta per il Fondo della specialistica ambulatoriale e membro del CdA della società Enpam Real Estate. E’ presidente dell’Ordine provinciale dei medici e degli odontoiatri di Roma e segretario generale del sindacato dei medici ambulatoriali (Sumai). Hanno ottenuto voti anche Bruno Di Lascio, presidente dell’Ordine di Ferrara (11), Alessandro Innocenti, presidente dell’Ordine di Sondrio (8), Giancarlo Pizza  presidente dell’Ordine di Bologna (4), Arcangelo Lacagnina, presidente dell’Ordine di Caltanissetta (2), Antonio Panti, presidente dell’Ordine di Firenze (1)  e Raimondo Ibba, presidente dell’Ordine di Cagliari (1).  Con l’elezione a vice-presidente di Roberto Lala si completa la squadra di vertice della Fondazione Enpam, già composta dal presidente Alberto Oliveti (medico di medicina generale) e dal vice-presidente vicario Giampiero Malagnino (odontoiatra).

Onaosi. Il Senato (con 181 sì, 43 no e 23 astenuti) ha approvato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, recante "Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute", senza alcuna modifica rispetto al testo già approvato dalla Camera.
 Ecco il testo dell’articolo 14, commi 8 e 9: “ Per il periodo 1 gennaio 2003-21 giugno 2007 la misura del contributo obbligatorio alla Fondazione Onaosi è stabilita forfettariamente per ogni contribuente in 12 euro mensili per gli ultimi 5 mesi del 2003 e per il 2004, in 10 euro mensili per gli anni 2005 e 2006, e in 11 euro per il 2007.
Per il periodo 1 gennaio 2003 –1 gennaio 2007 il contributo a carico dei nuovi obbligati èstabilita forfettariamente con gli stessi importi.
Le somme versate alla Fondazione Onaosi per il periodo 1 gennaio 2003 –21 giugno 2007 sono trattenute dalla Fondazione a titolo di acconto dei contributi da versare. La Fondazione stabilisce la procedura, le modalità e le scadenze per l’eventuale conguaglio o rimborso. Dall’entrata in vigore del decreto è estinta ogni azione o processo relativo alla determinazione, pagamento, riscossione o ripetizione dei contributi. L’Onaosi è autorizzata a non avviare le procedure per la riscossione coattiva per crediti di importo inferiore a 500 euro. Per gli anni successivi al 2007 è confermato, per la determinazione dei contributi dovuti all’Onaosi, quanto disposto dal decreto legge 1 ottobre 2007, n.159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n.222.”  La legge definisce quindi una complessa situazione giuridico normativa, irrisolta da anni che rischiava di rendere difficile la sopravvivenza dell’ONAOSI per l’esistenza di un contenzioso giudiziario in materia contributiva suscitato da una legislazione incompleta e contraddittoria.  “Il provvedimento in estrema sintesi – ha dichiarato Zucchelli – colma il vuoto normativo prodottosi in seguito all’emanazione della sentenza della Corte Costituzionale n.190 del 5 giugno 2007 e sancisce, in maniera inequivocabile e definitiva, quale sarà  il futuro rapporto tra i Sanitari Contribuenti e l’Ente. Io auspico che l’eliminazione del contenzioso contribuisca a pacificare il mondo per i professionisti sanitari e che il clima di rinnovata fiducia permetta alla Fondazione di dedicare tutte le sue forze al proprio compito istituzionale che consiste nell’assistere nei momenti di maggiore difficoltà i Sanitari italiani ed i loro familiari. “

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