Riforma remunerazione farmacie, ieri il primo incontro. Nuovo tavolo nei prossimi giorni. Federfarma: nessuna variazione agli accordi

Redazione DottNet | 07/11/2012 21:26

fofi governo sanità-pubblica farmacia

Ieri primo incontro tra Aifa, farmacisti, grossisti e Governo sul nuovo sistema di remunerazione della filiera. Il ministero dell’Economia e il ministero della Salute non sono sembrati convinti dell’accordo siglato lo scorso 16 ottobre  tra Aifa e sindacati di categoria, tanto da richiedere la riconvocazione del tavolo per apportare eventuali modifiche.

In testa alle obiezioni dei due dicasteri c'erano gli aumenti di prezzo che subirebbero dal primo gennaio i farmaci di fascia A di prezzo fino a 7 euro - peraltro compensati dalle diminuzioni dei prezzi piu' elevati - con l'entrata in vigore del nuovo sistema di remunerazione (basato su una quota fissa piu' una percentuale sul prezzo ex factory). Secondo una prima bozza si tratterebbe di una riduzione del 6% dei margini ritenuto però un accordo evidentemente al ribasso per le farmacie nonostante un 6% di riduzione dei margini, pari a 200.000 euro, pare sia una cifra plausibile. Secondo la nuova bozza Aifa, la nuova remunerazione non dovrà apportare variazioni dei prezzi dei farmaci. Un punto fortemente caldeggiato dai produttori e sul quale anche Federfarma è disposta ad aprire. Poi c'è l'aspetto dell'indicizzazione della quota fissa professionale per il farmacista, agganciata alle dinamiche di spesa, così che diminuisca quando la spesa diminuisce, altro punto contestato. ''Abbiamo detto all'Aifa che siamo disponibili a concordare con i Ministeri meccanismi di conteggio per evitare questi rincari quando l'acquisto e' a carico del cittadino - spiega la presidente di Federfarma, Annarosa Racca - ma per noi l'intesa del 16 rimane valida. A conferma il sindacato dei titolari ricorda cammino e contenuti di quell'accordo: la legge 135/2012 sulla Spending review, prosegue la presidente Racca, ''aveva posto come condizioni per il passaggio a una nuova remunerazione l'invarianza di spesa a carico del SSN - calcolata alla data del 30 giugno scorso - e l'assenso di tutta la filiera distributiva''. ''Abbiamo lavorato per tre settimane sui dati di spesa dell'Osmed per rispettare l'invarianza di spesa per il SSN. Non c'e' niente, nell'accordo firmato il 16 ottobre assieme all'Aifa, che giustifichi l'azzeramento del lavoro compiuto'' conclude Racca. Per Federfarma, di conseguenza, l'intesa deve andare avanti nel percorso delineato dalla Spending review. La legge prevede che il documento passi all'esame dei Ministeri competenti e della conferenza delle Regioni per la ratifica ricorda Alfonso Misasi, segretario nazionale del sindacato se i dicasteri hanno obiezioni sui contenuti ci convochino per discuterne. Ieri, dunque,  si è tenuto il primo incontro, per illustrare le diverse posizioni sulla materia. Per il momento nulla di fatto, per cui i lavori potrebbero proseguire giovedì prossimo, anche se manca una convocazione ufficiale.  “Stiamo portando avanti un lavoro a tutto campo – dice il presidente della Fofi, Andrea Mandelli, a termine dell’incontro all’Aifa -. La Federazione degli Ordini dei farmacisti ha ribadito la necessità di garantire un futuro economico alla farmacia, che sta già attraversando un momento delicato”. “Temiamo anche per i livelli occupazionali - aggiunge Mandelli -.  Le difficoltà economiche delle farmacie non mettono a rischio solo l’attività dei titolari, ma anche quella dei collaboratori”. “Il Governo – conclude Mandelli – deve riflettere sul servizio che le farmacie offrono. Se un servizio è importante, funziona e porta benefici alla popolazione e al sistema, allora va sostenuto, anche economicamente”.

La protesta di Federfarma. Federfarma annuncia che fara' di tutto per difendere l'accordo sul nuovo modello di remunerazione, siglato dalla filiera distributiva del farmaco con l'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) lo scorso 16 ottobre, nonostante i rilievi avanzati dai ministeri dell'Economia e della Salute. Lo scrive il Consiglio di presidenza in una lettera inviata a tutti i membri dell'associazione. ''Per noi e per tutti gli altri firmatari - si legge - l'accordo siglato, nel rispetto delle condizioni poste dalla legge 122 del 2010 (quota fissa e ridotta quota percentuale) e della spending review, e' corretto e valido. Faremo di tutto per difendere quell'accordo, confrontandoci con l'Aifa, ma soprattutto con i Ministeri, che in questa occasione hanno dimostrato di tenere in scarsa considerazione il ruolo di garanzia affidato dalla legge all'Agenzia del Farmaco''. L'accordo, secondo Federfarma, ''argina fin da subito il drammatico calo di redditivita' ed e' destinato a favorire il progressivo ritorno in farmacia dei medicinali distribuiti da ospedali e asl''. Per questo si dice ''convinta della validita''' delle nostre ragioni ed e' pronta ''a sostenerle con tutte le iniziative opportune. Se la situazione non si sblocchera' - continua la lettera - potremo anche chiedere il vostro sostegno per una iniziativa sindacale a supporto delle nostre legittime istanze. Non appena disporremo di tutti gli elementi necessari per valutare la situazione, convocheremo l'Assemblea, in modo da poter decidere ancora una volta insieme gli ulteriori passi da compiere a tutela delle nostre farmacie''.  Pur avendo davanti ancora passaggi difficili, ''possiamo superarli - conclude il Consiglio - solo se saremo uniti nell'individuare e portare avanti le soluzioni piu' efficaci e solo se sapremo mostrare all'esterno la compattezza della categoria nel difendere le proprie proposte''.