Troppi esami radiologici in Italia. Cardinale: occorre maggiore appropriatezza

Redazione DottNet | 07/11/2012 19:42

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Ammontano a 70-75 milioni l'anno gli esami radiologici eseguiti ogni anno in Italia. Un numero che ''deve indurre gli organi competenti a una piu' attenta analisi dell'appropriatezza delle prestazioni''. Lo sottolinea il sottosegretario alla Salute, Adelfio Elio Cardinale, in una nota diffusa alla vigilia della Giornata internazionale della radiologia, nata proprio l'8 novembre, del 1895. ''La diagnostica radiologica - ricorda Cardinale - è divenuta così pervasiva che il ministero della Salute valuta che in un anno, in Italia, si effettuano circa 60 milioni di esami. A questi dati si debbono aggiungere parte delle indagini in Pronto Soccorso e nei centri privati non accreditati, che si possono valutare attorno a 10-15 milioni''.

Secondo Cardinale gli organi competenti ''devono controllare la dose di radiazioni assorbita dalla popolazione, anche in rapporto alle normative europee di prossima emanazione. Un'indagine statistica afferma che, già nel 2006, l'esposizione a radiazioni ionizzanti aveva superato il fondo naturale''. Cardinale, professore di radiologia, già presidente della Sirm, Società italiana della radiologia medica, esprime comunque apprezzamento per l'alta qualità professionale e scientifica della radiologia italiana e per la buona dotazione di apparecchiature, sia di radiologia tradizionale che di macchine pesanti, quali Tac, Pet e Risonanza Magnetica. Fu l'8 novembre del 1895, ricorda il sottosegretario, che Roentgen, un professore tedesco di fisica, vide che alcune radiazioni erano capaci di attraversare la sua mano, dando l'immagine dello scheletro osseo. Era nata la radiologia, allora spesso chiamata ''fotografia dell'invisibile''. I raggi misteriosi furono per lungo tempo definiti X, perche' la loro natura era ignota. Fu l'inizio di una rivoluzione in medicina perche' era possibile per la prima volta scrutare l'interno del corpo umano, senza interventi cruenti, dissezioni o autopsie. Da allora, aggiunge Cardinale, la radiologia si e' costantemente evoluta, con il computer che negli anni '70 abbatte' la 'barriera del grigio' e consenti' di studiare anche i cosiddetti 'organi muti'. Si sviluppa un caleidoscopio di immagini e tecniche: scintigrafia, ecografia, risonanza magnetica, Tac, Pet, eco-color-doppler. Emerge, inoltre, la figura del radiologo interventista, che diviene terapeuta: la radiologia interventistica ha assunto un ruolo sempre piu' importante nel trattamento di numerose patologie.