Lo Smi smentisce la Fimmg sulla vicenda iva certificati Inail: l’imposta non è dovuta

Redazione DottNet | 12/11/2012 19:28

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Smi smentisce la Fimmg sulla questione Iva relativa ai certificati Inail. Come si ricorderà nei giorni scorsi la commissione Fisco della Fimmg (Federazione italiana medici medicina nazionale), dopo le recenti contestazioni della Guardia di Finanza per la mancata applicazione dell'Iva nella fatturazione dei certificati Inail, ha dichiarato di aver avviato un'azione per chiedere all'Agenzia delle Entrate una pronuncia ufficiale sull'argomento.

 In attesa di una risposta, l'indicazione fornita ai medici era di fatturare con Iva i certificati Inail. Ipotesi totalmente smentita dallo Smi secondo il quale la strada intrapresa dalla Fimmg è sbagliata: “Sentiti i nostri consulenti – spiega Ernesto La Vecchia – possiamo ribadire che la risoluzione n.36/E del 13/03/2006 dell’Agenzia delle Entrate (clicca qui per scaricare il documento) ha chiarito definitivamente il trattamento fiscale delle visite mediche eseguite per conto dell’INAIL, dopo aver riscontrato che alcune sedi locali di questo istituto al momento del pagamento dei compensi ai medici professionisti richiedevano l’emissione della ricevuta sanitaria con l’applicazione dell’IVA, adducendo che l’attività rientrava in quella esclusiva di medicina legale. Bene, possiamo affermare che tale interpretazione è restrittiva e non può essere applicata  (anche sulla base di pronunce della Corte Europea, vedi Direttiva 77/388/CEE del 17/05/1977) in quanto l’attività svolta dai medici rientra nelle prestazioni sanitarie volte alla cura o alla diagnosi preventiva nonché le prestazioni effettuate per fini profilattici compresi quelli eseguiti nei confronti di persone che non soffrono di alcuna malattia, pertanto rientranti nella casistica tutelata dallo Stato che prevede che le prestazioni siano esenti IVA (art. 10 DPR 633 del 1972 e successive modifiche)”.

Vediamo invece la versione del sindacato guidato da Giacomo Milillo: Carmine Scavone, della commissione Fisco Fimmg, spiega che  ''il confine tra riconoscimento di benefici economici e finalità di tutela della salute dei lavoratori è molto sottile - dice -. Nel primo caso andrebbe applicata l'iva, nel secondo caso no, perché rientrerebbero nell'ambito di applicazione dell'esenzione di cui all'art.10 DPR n 633/1972''. Per ovviare a queste incertezze, la Commissione Fisco della Fimmg in una precedente comunicazione aveva suggerito l'applicazione dell'Iva alle certificazioni Inail, sottolineando però come, "nei casi in cui lo scopo della prestazione non risultasse ben individuato - continua Scavone - per usufruire dell'esenzione da Iva, bisogna menzionare nel certificato la finalità principale di tutela della salute''. Nonostante una Direttiva Europea, due sentenze della Corte di Giustizia Europea del 2003 e la risoluzione 7/E del 2006 dell'Agenzia delle Entrate, ''riteniamo ora essenziale ottenere un chiarimento ufficiale da parte dell'Agenzia delle Entrate - conclude - Nelle more, prudentemente ed in attesa della risposta dell'Agenzia, suggeriamo a tutti i colleghi di fatturare con iva i certificati Inail''. La risposta dello Smi su questo punto è chiara: “Il fatto che nel corso di controlli della Guardia di Finanza si siano riscontrati problemi di questo tipo – ribatte La Vecchia – impone una risposta ferma e unitaria della categoria, non indicazioni sbagliate che creano confusione e allarme. In un periodo di grave crisi economica e di ricerca di facili capri espiatori è bene sottolineare che l’evasione fiscale e le irregolarità si devono cercare con forza e decisione da altre parti, non negli studi medici. Arrendevolezze e ulteriori cedimenti fanno male alla classe medica”. Il nostro consiglio è di rivolgersi al proprio commercialista per verificare caso per caso la tattica da seguire, ricordando anche che il mancato pagamento di un’imposta a volte può scatenare controlli a cascata da parte degli Enti preposti.  

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