Piaghe da decubito e lembi miocutanei

Alida Molina | 17/04/2013 11:22

Sono un'importante problema sociale, parallelamente all'aumento dei pazienti geriatrici o mielolesi. Nel trattamento delle grandi piaghe da decubito sacrali, è stato impiegato il muscolo grande gluteo, per la sua buona vascolarizzazione e mobilizzazione.

Il difetto dopo asportazione viene coperto con un lembo di avanzamento ad isola triangolare con chiusura a V-Y, del sito donatore, mono o bilaterale. La compressione prolungata della cute tra il piano osseo e quello di appoggio è l'elemento determinante nel provocare la lesione cutanea e quella dei tessuti molli per ischemia:è stato dimostrato come una pressione superiore ai 40 mmhg(i capillari sanguigni hanno una pressione di 32 mmHg), applicata per 4 ore provochi alterazioni microvascolari ed edemi. La riduzione del flusso sanguigno provoca anossia e necrosi tessutale.La medicazione deve consistere mediante rimozione dei tessuti necrotici.Nei casi lievi,dopo escissione e curettage dellale sione,basta il riaccostamento dei margini della ferita e sutura.Per le lesioni profonde necessita il trattamento chirurgico con impiego di lembi muscolari e muscolocutanei,per un risultato estetico e funzionale. Per le ulcere da decubito della regione trocanterica si studia la possibilità di allestire un lembo di muscolo tensore della fascia lata attraverso l'indagine della vascolarizzazione e dello strato trofico muscolare locale. Le metodiche devono essere correttamente eseguite.

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