Enpam, i ministeri approvano la riforma pensionistica dell’Ente e confermano la sostenibilità a oltre cinquant’anni. Niente aumento contributivo fino al 2015

Redazione DottNet | 15/11/2012 16:23

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La riforma pensionistica dell’Enpam è stata definitivamente approvata. I ministeri del Lavoro e dell’Economia hanno riconosciuto che l’ente previdenziale dei medici e dei dentisti ha una sostenibilità a oltre 50 anni, come richiesto dal decreto Salva Italia. “La barca è finalmente in porto e siamo i primi ad arrivare – ha dichiarato il presidente della Fondazione Enpam Alberto Oliveti -. E’ un grande risultato, che non è stato facile raggiungere. Abbiamo ripartito il sacrificio nella maniera più equa possibile.

In termini previdenziali siamo stati molto prudenti. Superato questo stress test, gli ulteriori avanzi che scaturiranno da questa prudenza andranno ai giovani”. La riforma dell’Enpam prevede un graduale adeguamento alle nuove aspettative di vita: a partire dal 2013 l’età del pensionamento ordinario di vecchiaia sarà di 65 anni e 6 mesi e aumenterà di un semestre all’anno fino a raggiungere i 68 anni nel 2018.  Non ci sarà invece alcun aumento di contributi fino al 2015, anno in cui è previsto lo sblocco delle convenzioni (i “CCNL” dei medici convenzionati). La Fondazione Enpam è stato il primo ente previdenziale privato a mettersi in regola consegnando le sue riforme la scorsa primavera. Nella lettera di approvazione, il ministero del Lavoro ha dato atto di aver ricevuto “esauriente risposta” alle richieste formulate dalle autorità vigilanti. I conti fatti per il prossimo mezzo secolo dimostrano che la Fondazione sarà sempre in grado di pagare le pensioni pur incrementando costantemente il patrimonio.  La Fondazione Enpam è il più grande ente previdenziale privato italiano. Vi sono iscritti 353 mila medici e odontoiatri in attività e 88 mila pensionati.

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