Scontro sui generici, la norma sul principio attivo potrebbe saltare. Assogenerici annuncia un ulteriore taglio dei prezzi del 5 per cento

Redazione DottNet | 20/11/2012 16:04

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E' in vigore solo da pochi mesi, ma gia' nelle prossime settimane potrebbe sparire dalla ricetta del medico l'indicazione del principio attivo al posto della 'griffe' di un farmaco. O almeno potrebbe essere cancellato per i medici l'obbligo della nuova prescrizione, in presenza di farmaci equivalenti, introdotta questa estate con la spending review. A Palazzo Madama, infatti, attraverso il decreto Sviluppo, diversi senatori stanno tentando di 'smontare' la norma trasformando l'obbligo in semplice ''facolta' '', con emendamenti 'salva-griffati' firmati da esponenti di quasi tutti i partiti.

 Sui farmaci, insomma, dopo la battaglia (vinta) con la spending review, e quella (persa) con il decreto sanita', andra' in scena un nuovo scontro frontale non solo pero', tra Parlamento e governo. Il no secco ai senatori del ministro della Salute e' arrivato subito, perche' la norma in vigore ''e' equilibrata'' e non ci sono ragioni ''per non continuare sulla strada della valorizzazione della cultura e della pratica del farmaco equivalente che fa risparmiare i cittadini e l'Ssn''. Ma ci sara' da ricomporre anche una ''posizione collegiale'' nel governo, visto che nel frattempo per voce del sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti, e' arrivato in commissione Industria del Senato il parere favorevole del governo agli emendamenti, anche se con l'ipotesi di una riformulazione.''La preoccupazione sottesa agli emendamenti parlamentari sulla prescrizione farmaceutica e' che la norma varata a luglio non sia neutrale tra farmaco generico e farmaco di marca. Il punto e' che la norma, di fatto, favorisce il generico, sul quale il margine di guadagno per i farmacisti e' piu' ampio'', spiega De Vincenti. ''Si tratta - prosegue De Vincenti - di rendere la norma davvero neutrale, affinche' il potere di scelta tra farmaco generico e farmaco di marca sia pienamente nelle mani del cittadino e non di altri. La riformulazione degli emendamenti parlamentari che il governo proporra', andra' appunto in questa direzione, affidando la scelta interamente ai cittadini''. Infine, il Sottosegretario manifesta ottimismo sull'esito del confronto: ''Sono certo- conclude - che su questo in Parlamento troveremo l'intesa''.

Balduzzi. ''Quella del sottosegretario non e' l'opinione del governo, perche' non ne abbiamo ancora parlato, e comunque non e' la mia'', ha chiarito Balduzzi, spiegando che se alla fine l'esecutivo arrivera' a condividere la necessita' di cambiare la norma si adeguera' ma, ''ho l'ambizione - ha sottolineato - di contribuire a formare l'opinione collegiale del governo''. Uno scoglio superato pero' non elimina l'altro, visto che in commissione Industria sembra esserci molta determinazione a ''difendere l'industria farmaceutica che investe e crea lavoro'' come ha detto il presidente Cesare Cursi, chiarendo che ''il ministro e' il ministro, poi c'e' il Parlamento''. Nella ragnatela di posizioni diverse nel governo, tra governo e Parlamento e all'interno degli stessi schieramenti, la mossa dei senatori (per il ministro ''un'iniziativa individuale di singoli'') peraltro mette in difficolta' il Pd, che alla Camera, nell'esame della spending, aveva difeso la norma e che ora si trova con diversi senatori su posizioni contrarie (tra i primi firmatari degli emendamenti Sangalli e Bosone, oltre a diversi componenti della commissione Industria). Tanto che la capogruppo in commissione Sanita', Fiorenza Bassoli, interviene per ribadire che ''come gruppo Pd la nostra posizione sulla prescrizione del principio attivo da parte del medico con le dovute precauzioni come corretta. L'obbligo di prescrivere il principio attivo in presenza di farmaci equivalenti ''e' una norma ben fatta'' e non va cambiata. Tutt'al piu' ''puo' richiedere qualche circolare interpretativa per assicurarsi che le Regioni siano virtuose nella sua applicazione''. Lo afferma il presidente della Commissione Sanita' del Senato, Antonio Tomassini, a margine di un forum sui generici come terapia post-trapianto, sottolineando che ''il disappunto industriale non puo' essere 'contrabbandato' come giustificazione medica''.

Assogenerici. Nel frattempo a confortare la tesi della maggiore economicita' della 'cultura del farmaco equivalente' arriva la decisione di Assogenerici, l'associazione dei produttori dei medicinali fuori brevetto, di tagliare i prezzi del 5% nel corso del 2013 ''con un risparmio di 250 milioni per il Servizio sanitario nazionale''. Chi produce 'griffati' con brevetto ormai scaduto, ha detto tra l'altro Balduzzi difendendo le sue norme, ''basta che abbassi il prezzo e vendera' lo stesso il suo prodotto''.

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