Enpaf: i ministeri garantiscono la sostenibilità dell’Ente a cinquant’anni

Previdenza | Redazione DottNet | 19/11/2012 15:29

I Ministeri del Lavoro e dell’Economia approvano al riforma dell’Enpaf e riconoscono la sostenibilità a cinquant’anni, grazie ad un ottimale equilibrio strutturale di lungo periodo tra entrate contributive e uscite per prestazioni così come imposto dall’art. 24, comma 24, del Decreto Legge n. 211/2011. La riforma dell’Enpaf, lo ricordiamo, prevede l’elevazione dell’età pensionabile a 68 anni a decorrere dal 1° gennaio 2013 per la pensione di vecchiaia, con successivo incremento in relazione all’aumento dell’aspettativa di vita, e innalzamento dei requisiti assicurativi della pensione di anzianità (di cui, peraltro, si prevede l’abrogazione nel 2016).

“L’approvazione delle modifiche regolamentari da parte dei Ministeri Vigilanti è il giusto riconoscimento al lavoro svolto dal Consiglio di amministrazione e dal Consiglio Nazionale dell’Ente; siamo riusciti a dimostrare l’equilibrio strutturale a 50 anni coerentemente a quanto imposto dall’art. 24, comma 24, del Decreto Salva-Italia senza penalizzare, sul piano economico, la categoria”, spiega  Emilio Croce, presidente dell’ente previdenziale dei farmacisti. “Abbiamo impedito che le misure di rafforzamento dell’equilibrio patrimoniale imposte dal Governo a tutte le Casse di previdenza privatizzate dei professionisti – precisa Croce - si traducessero in un aumento della pressione contributiva, tra l’altro in un momento congiunturale particolarmente difficile per il settore farmaceutico”. “Con la solidità strutturale a 50 anni raggiunta e validata dai Ministeri del Lavoro e dell’Economia, ritengo che l’Ente, a fronte di una crisi economica sempre più pesante, dovrà indirizzare le proprie forze per incentivare le iniziative assistenziali a sostegno del reddito”, ha proseguito Croce, che ha poi voluto rivolgere un “doveroso ringraziare anche tutte le Organizzazioni delle componenti la categoria che, con senso di responsabilità sia pure nella diversità delle posizioni assunte rispetto alla modifiche regolamentari, hanno compreso la necessità dell’intervento e hanno comunque  apprezzato lo sforzo compiuto dagli Organi statutari”.

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