Scadono i termini per il Patto per la salute: via libera ai tagli per i beni, servizi, posti letto e sanità convenzionata. Anaao: errate scelte politiche stanno uccidendo la sanità

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 19/11/2012 16:31

E' scaduto il 15 novembre il termine fissato dalla Spending review per la sigla del Patto per la Salute 2013-2015 tra ministero della Salute e Regioni. A questo punto dovrebbero scattare le misure previste per beni e servizi, posti letto e l'acquisto di prestazioni dal privato accreditato. il termine del 15 novembre era l'ennesima proroga del termine previsto per la sigla del Patto, fissato prima ad aprile 2012 e poi al 31 luglio.

Secondo il decreto sulla spending review, la mancata sigla dell'accordo portera' all'applicazione nelle Regioni di tutte le misure di contenimento della spesa del Ssn, senza rimodulazioni.  Come il taglio a beni e servizi, ai posti letto ospedalieri e alle prestazioni acquistate dal privato accreditato. Tutte misure che si sommano a quelle stabilite nel luglio 2011 (beni e servizi, tetto dispositivi medici, farmaci, ticket) dal precedente governo Berlusconi.

Le scelte ''sbagliate e pericolose dei governi succedutisi negli ultimi due anni hanno inciso sulla sanita' in modo cieco e lineare, fino ad entrare in rotta di collisione con le finalita' proprie del sistema e produrre l'arretramento del diritto di ciascuna persona ad essere curato secondo necessita' e di ciascun medico a curare in autonomia e responsabilita'''. Lo afferma il segretario nazionale del sindacato dei medici dirigenti Anaao Assomed, Costantino Troise che già aveva anticipati ai microfoni di Dottnet.Tv   il grave danno che si sta facendo alla sanità italiana (clicca qui per vedere la video-intervista).. ''Definanziamento di 30 miliardi, taglio di risorse professionali e strutturali quali medici e posti letto, conflitti istituzionali, cattiva politica e pessima amministrazione, peggioramento delle condizioni di lavoro del personale costituiscono - avverte Troise - una miscela esplosiva che sta affondando un sistema sanitario che, dati OECD alla mano, coniuga ottimi risultati di salute con i piu' bassi livelli di spesa pro capite dell'Europa occidentale. Un sistema sanitario che dovrebbe essere motivo di orgoglio ed invece e' oggetto di molti pregiudizi e di un attacco strumentale''. Il ''nuovo miracolo Italiano - prosegue il leader sindacale - rischia di crollare sotto i colpi di una operazione contabile che nasconde una operazione politica che mira ad una sanita' (de)privata, malgrado nessun sistema sanitario diverso da quello pubblico e nazionale possa garantire risultati migliori a costi piu' bassi, a dispetto di ogni ingegneria organizzativa''. ''La verita' rappresentata dalla grande manifestazione dei medici del 27 ottobre trova nuovi argomenti. E se qualcuno insiste a dire che le manovre economiche tagliano gli sprechi - conclude Troise - occorre dedurne che la sanita' pubblica e' uno spreco''.

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