Chirurgia plastica, un aiuto dalle staminali

Medicina Generale | Redazione DottNet | 31/07/2008 16:38

Ricostruzione del seno e degli arti, aumento del volume dei glutei, trattamento degli ustionati: le cellule staminali stanno facendo il loro ingresso nella chirurgia plastica e ricostruttiva, e Napoli si rivela all'avanguardia.

Se ne è parlato, con esperti internazionali, in occasione del V Corso di Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica, organizzato dalla II Università di Napoli. Il corso è stato promosso dalla cattedra di Chirurgia plastica, e dall'Unità operativa di chirurgia plastica dell' Ospedale Pellegrini-Asl 1, diretta da Alfredo Borriello e Gianfranco Nicoletti, e presieduta da Francesco D'Andrea, direttore dell'Istituto di Chirurgia Plastica della II Università. Sono più di cento infatti i casi trattati con successo a Napoli presso la struttura del Pellegrini (Asl 1) con la risoluzione di esiti traumatici e ferite. Grazie all'uso di particolari metodiche, infatti, è possibile estrarre le cellule staminali dal tessuto adiposo ed usarle per ricavarne tessuti di diversa natura come pelle, tendini, muscoli e quindi impiegarle a fini curativi, per le ferite più difficili, ma anche a fini estetici, per migliorare la qualità della pelle. Il corso ha ospitato i maggiori esperti europei in materia come l'israeliano Michael Scheflan, il francese Aurelie Hautier, Niccolò Scuderi (Roma), Marco Klinger (Milano),Guido Molea (Napoli). La giornata è stata dedicata al lipofilling, ossia il prelievo del grasso tramite iniezione, grasso che viene poi centrifugato e usato come riempimento. In particolar modo viene utilizzata la sua particolare capacità rigenerativa proprio per la presenza di cellule staminali nel suo interno. ''Per quanto riguarda la chirurgia del seno - spiega Borriello - è possibile utilizzare, in casi selezionati, il grasso per dare volume e quindi ricostruire parte di una mammella asportata o danneggiata dopo interventi demolitivi per patologie neo plastiche. Dunque, è possibile aumentare modicamente il seno senza l'utilizzo di protesi. Lo stessa metodica può essere applicata anche per interventi rigenerativi per la cute danneggiata del volto''.

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