Fibrillazione atriale ancora sconosciuta. Per le cure è centrale la figura del medico di base

Redazione DottNet | 22/11/2012 15:36

E' uno dei disturbi piu' comuni del ritmo cardiaco, che colpisce in Italia 850mila persone e che se non curata puo' avere complicanze gravi come l'ictus cerebrale. Eppure la fibrillazione atriale, che compromette l'efficacia del pompaggio del sangue del muscolo cardiaco e da cui e' affetto un individuo su quattro di eta' superiore ai 40 anni, e' sconosciuta a quattro italiani su 10. E' quanto dimostrano i risultati di un'indagine realizzata dal Censis presentati questa mattina a Roma.

 L'indagine, che ha coinvolto 1000 cittadini provenienti da tutte le Regioni italiane, 1200 pazienti affetti dalla patologia e 300 medici di medicina generale, ha evidenziato inoltre che circa una persona su sei non e' a conoscenza del fatto che questa patologia accresce di ben cinque volte la possibilita' di ictus, in seguito al quale la meta' dei pazienti perde la vita entro 12 mesi e la probabilita' di invalidita' e' del 60%.  I sintomi piu' comuni della fibrillazione atriale sono abbastanza generici e per questo forse spesso sottovalutati: palpitazioni, vertigini, dolore al torace, affanno e senso di stanchezza. Per il trattamento centrali sono secondo l'indagine Censis la figura dello specialista, che imposta la terapia, e quella medico di base, che ne segue l'andamento e che e' indicato come interlocutore chiave dai cittadini nel 73,3% dei casi. Fondamentale per far conoscere questa malattia e' una corretta comunicazione, come ha spiegato il sottosegretario alla Salute Adelfio Elio Cardinale. "Bisogna superare uno dei limiti maggiormente riconosciuti della medicina: quello di non saper comunicare, cioe'tradurre in maniera semplice concetti complessi e poi e' necessario investire sulla prevenzione, perche' oltre a un'innegabile beneficio per la salute cio' porterebbe anche una notevole riduzione dei costi sanitari" ha spiegato Cardinale, secondo il quale altri modi di contenere la spesa sono il decollo dell'assistenza territoriale e lo sviluppo della sanita' elettronica , con la quale si risparmierebbero 10 miliardi all'anno. Per il senatore Antonio Tomassini, presidente della Commissione Igiene e Sanita' del Senato, "per combattere il rischio sono necessari piani di predittivita' più' ancora che di prevenzione'" ed e' importante seguire scrupolosamente delle linee guida condivise. "La fibrillazione atriale e' un'emergenza sanitaria nazionale, per la quale servono azioni all'insegna della compattezza e dell'urgenza da parte del mondo scientifico" ha concluso il professor Gianfranco Gensini, Preside della Facolta' di Medicina e Chirurgia dell'Universita' degli Studi di Firenze.

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