Congresso Simg, per Cricelli la nuova sfida saranno le cure di prossimità. Priorità all’assistenza primaria. Le prossime mosse di Balduzzi

Redazione DottNet | 22/11/2012 19:00

sanità-pubblica simg balduzzi cure-primarie

La nuova sfida per il Servizio sanitario nazionale e' rappresentata dalle cosiddette 'cure di prossimita''', vale a dire a 'Km zero', che faranno risparmiare una cifra compresa fra i 5 e gli 8 miliardi di euro ogni anno. Ne è convinta la Società italiana di medicina generale (Simg), che riunisce i medici di famiglia, in occasione del 29/o congresso nazionale in programma da ieri al 24 novembre a Firenze.

Secondo il presidente di Simg Claudio Cricelli, ''è indispensabile garantire ai cittadini il diritto di trovare sul territorio, nella propria comunità, le migliori cure vicino a casa per essere seguiti dal medico di famiglia e dall'equipe delle cure primarie nell'intero percorso terapeutico''. Per Cricelli ''nel nuovo modello, la medicina del territorio potrà avere un respiro più ampio, coordinando anche le prestazioni specialistiche e diagnostiche. Una cura attenta non solo ai malati cronici, ma anche ai disabili e ai giovani''. Il decreto Balduzzi recentemente convertito in legge, e' stato spiegato, prevede che qualsiasi modifica, inclusa la ristrutturazione dell'assistenza territoriale in aggregazioni funzionali e unita' complesse di cure primarie, avvenga senza oneri aggiuntivi. Secondo la Simg la medicina a chilometro zero permetterà risparmi diretti e indiretti: da un lato prestazioni prima realizzate in ospedali, vale a dire in strutture complesse ad alta intensità, confluiranno sul territorio e si libereranno i nosocomi da compiti incongrui e inutilmente gravosi. Dall' altro lato i cittadini eviteranno code e attese per essere curati. ''Siamo pronti a fare la nostra parte, chiediamo al Ministro della Salute Renato Balduzzi, ed a tutte le forze politiche, che le cure primarie del futuro costituiscano un livello essenziale di assistenza assoluto e prioritario. Tutti i cittadini devono potervi accedere, sempre e gratuitamente'', chiede  Cricelli per il quale  ''il nuovo sistema di pagamento 'a franchigia' probabilmente sostituira' gli attuali ticket. Riteniamo che, mentre le altre prestazioni possono essere erogate in base ai singoli livelli reddituali, per accedere al punto focale, il piu' importante del sistema sanitario nazionale, l'assistenza territoriale, non si dovra' discriminare le persone sulla base del reddito, del censo o di qualsiasi altro criterio''.   Secondo la Simg la sofferenza del sistema sanitario nazionale si misura nei numeri. La Corte dei conti stima 31 miliardi di tagli fino al 2015, a cui si uniscono nuovi ticket, previsti dalla manovra del 2011 e che entreranno in vigore da gennaio 2014. Il totale è una somma pari a una decurtazione del 20-30% dei finanziamenti. Previsto anche un ridimensionamento della rete ospedaliera, saranno infatti depennati dai 20 ai 27 mila posti letto e, con la revisione dei Lea (i livelli essenziali di assistenza) prevista entro fine anno, saranno piu' i servizi mutuabili in uscita di quelli in entrata.

 

Risponde Balduzzi. ''L'assistenza sanitaria in Italia non sta crollando. Le risorse destinate alla sanita' non sono diminuite'' e i tagli colpiranno inefficienze e sprechi, ''che solo per beni e servizi ammontano a 3 miliardi l'anno''. Lo assicura il ministro della Salute Renato Balduzzi, che difende le ultime manovre del governo e anticipa le nuove mosse.  ''Nel 2013, dopo quanto previsto dalla spending review e dopo la legge di stabilita', il Fondo sanitario ammontera' comunque a oltre 107 miliardi, che sul Pil significa un piccolo incremento dello 0,5%'', spiega Balduzzi. ''Nel 2014 ci saranno 8 miliardi in meno non rispetto al finanziamento assoluto gia' consolidato, ma a quello atteso. Di questi, due sono di ticket, dunque la riduzione effettiva sara' di 6 miliardi, che in termini di Pil vuol dire +1%''. Entrando nel merito dei ticket, ''se li aumentassimo di 2 miliardi come sono ora, con meta' della popolazione esente, ai cittadini converrebbe rivolgersi direttamente al privato per molte prestazioni diagnostiche o specialistiche, e questo comporterebbe anche un aumento di costi per il pubblico, che dovrebbe continuare a offrire servizi senza nemmeno incamerare i ticket'', rileva il ministro.  ''Per questo stiamo studiando un sistema diverso, di franchigia o di franchigia-ticket: si fissa una soglia di spesa collegata al reddito Isee sopra la quale non si deve piu' nulla, mentre al di sotto si compartecipa, magari sotto forma di ticket piu' estesi. Ma complessivamente la quota a carico degli assistiti incidera' solo per circa il 5% del finanziamento''.  In merito ai livelli essenziali di assistenza, ''nell'elenco dei cosiddetti Lea ci sono circa 6.000 prestazioni: non mi si venga a dire che non ce ne sono di obsolete o che non possono essere prescritte con maggiore appropriatezza'', afferma Balduzzi.  ''Elimineremo il superfluo per far entrare nell'elenco, tra l'altro, nuove malattie rare, l'epidurale e le disabilita'''.

Se l'articolo ti è piaciuto inoltralo ad un collega utilizzando l'apposita funzione