Gli ospedali militari presto aperti anche ai civili

Redazione DottNet | 24/11/2012 17:36

Presto anche chi non indossa l'uniforme potrà accedere alle strutture sanitarie militari. E' una delle novità contenute nella riforma dello strumento militare al vaglio della Camera. L'obiettivo, spiega il sottosegretario Gianluigi Magri, è di potenziare la "collaborazione con la sanità pubblica", rendendo disponibili strutture militari che possono essere "complementari" a quelle del Ssn attraverso convenzioni con le Regioni e la possibilità per i medici di esercitare la libera professione intramoenia. a delega al governo prevede nel riassetto della Difesa anche la riorganizzazione della sanita' militare ''secondo criteri interforze e di specializzazione'', con la ''previsione di meccanismi volti a garantire la neutralita' finanziaria per le prestazioni rese per conto o in supporto del Servizio sanitario nazionale, anche prevedendo la facolta' di esercizio dell'attivita' libero-professionale intramuraria''.

C'e' il Policlinico militare del Celio di Roma, che ha gia' avuto in cura anche la moglie del presidente della Repubblica, Clio Napolitano. Ma anche una serie di poliambulatori e centri diagnostici sparsi su tutto il territorio nazionale, da Padova a Messina, dedicati alle forze armate e ai Carabinieri. Tutti presto, come dicevamo, potrebbero aprire le porte anche ai civili come appunto previsto nel programma di riorganizzazione della Difesa contenuto nella riforma dello strumento militare che oltre a un corposo ridimensionamento del numero di militari prevede anche un riordino delle strutture organizzative, compresa la sanita' militare.
Una scelta di ''supporto al Servizio sanitario nazionale'' spiega ancora Magri, ''un piccolo contributo della Difesa alla richiesta di salute del Paese''. Anche perche', spiegano tecnici parlamentari del Pd, che ha contribuito alla norma, ''ci sono circa 1.600 medici militari'' che hanno alte specializzazioni e competenze (ad esempio per le ferite d'arma da fuoco o per le lesioni del ginocchio, molto frequenti tra i paracadutisti) da mettere a disposizione dei civili, a fronte di circa ''180mila militari, tra Esercito, Marina, Aeronautica'', che sono pero' per la maggior parte ''giovani e sani perche' selezionati anche in base alle caratteristiche fisiche''. E pure l'accesso dei familiari attualmente sarebbe ''modestissimo''. In attesa del via libera alla delega, al ministero si sta gia' procedendo a una riorganizzazione interna che dovrebbe concludersi secondo le previsioni, aggiunge il sottosegretario Magri, alla fine del 2013. ''Ma gia' nelle prossime settimane avremo un quadro piu' chiaro di come saranno trasformate le strutture, quali saranno potenziate e con quali funzioni''.  nche per valutare quali, in base alla domande di sanita' militare e civile, potranno essere oggetto delle convenzioni con le Regioni. Nel riassetto interno il polo ospedaliero principale e', e restera' quello del Celio, che sara' ''potenziato e arricchito'' con l'obiettivo di trasformarlo in Ircss. E dovrebbe essere potenziato anche il polo ospedaliero di Taranto.  Nell'ambito di questa riorganizzazione, infine, ci sara' anche uno sfoltimento dei centri trasfusionali e dei dipartimenti di medicina legale (quello di Taranto, ad esempio, dovrebbe essere soppresso e afferire a Bari).

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