Enpam, via al piano di dismissione degli immobili: troppo bassa la rendita di alberghi e case

Redazione DottNet | 26/11/2012 15:59

enpam pensione previdenza

Come ricorderete nei giorni scorsi abbiamo pubblicato una dichiarazione del ministro per la Cooperazione e integrazione, Andrea Riccardi sulla sua proposta di vendere le case di proprietà delle Casse previdenziali a prezzi calmierati. Immediata la levata di scudi da parte degli Enti che aveva fatto fare dietro front al ministro sul considerevole obbligo di sconto imposto dal Governo. Il ministro si era lanciato in quest’improvvida affermazione per diversi motivi, il primo e sicuramente più importante perché sa che presto finiranno sul mercato centinaia di immobili delle casse previdenziali italiane, tra cui la prima interessata è l’Enpam.

  Le ragioni di questo colossale piano di dismissioni stanno  soprattutto degli scarsi rendimenti provenienti dalle gestione dirette degli immobili -  intorno all’1% -, troppo basso per risultare compatibile con piani di gestione che devono garantire le future pensioni, piani che hanno appena ottenuto da parte del ministero dell’Economia l’approvazione della riforma pensionistica e il pieno riconoscimento della sostenibilità gestionale per i prossimi 50 anni.  Appare pertanto chiaro che l’Enpam deve giocoforza ridurre il patrimonio immobiliare (per la Cassa dei medici sono i due terzi del totale per un totale di 3,4 miliardi) ponendo sul mercato 4500 appartamenti nella sola Roma dal valore di 545 milioni che raddoppia se valutati sul libero mercato. Intanto l’Enpam – come rivela Il Ghirlandaio – ha posto in vendita  cinque hotel  di sua proprietà con l’obiettivo di ridurre l’esposizione diretta nel settore del real estate, come risulta dal piano triennale 2012-2014. Gli alberghi che finiranno sul mercato sono lo storico Grand Hotel Orologio di  Abano Terme, gli hotel Montecarlo e Caesar di Montegrotto Terme, il Ripamonti Due di Pieve Emanuele a Milano l’Hotel Planibel e la Thuile-Aosta.  Quest’ultimo è gestito dalla Ata Hotels, la catena alberghiera che, dopo il matrimonio tra Fonsai e Unipol, è finita tra gli asset dell’ex gruppo Ligresti da dismettere (ma non è fatto ancora avanti un compratore). L’Ata Hotels gestisce in tutto una dozzina di strutture di cui otto sono proprio di proprietà della Cassa dei medici, il cui neo presidente Alberto Oliveti sta realizzando una strategia di riordino e riposizionamento del portafoglio. E’ molto probabile, quindi – riporta Il Ghirlandaio -, che più avanti ci sarà una valorizzazione anche per gli altri sette alberghi della catena (ma non è chiaro se si tratterà di vendita oppure di un’operazione di apporto in fondi immobiliari). In questa fase l’Enpam, come diverse altre Casse di previdenza, sembra più che decisa a ridurre progressivamente gli investimenti diretti nel settore immobiliare (attualmente rappresentano i due terzi del totale).

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