Scoperte in Italia le molecole che "rompono" i tumori

Oncologia | Redazione DottNet | 03/11/2008 16:20

Molecole progettate e brevettate in Italia, dall'Istituto Regina Elena di Roma (Ire), rompono uno dei più pericolosi meccanismi che scatenano i tumori. Le molecole ''made in Italy'', descritte sulla rivista Cell Cycle e in via di sperimentazione su topi, spezzano il legame con cui uno dei più noti acceleratori dei tumori, la proteina P53, imprigiona e immobilizza uno dei freni della crescita tumorale, la proteina P73.

Le nuove molecole liberano la proteina P73 e riportano in circolazione questo nemico dei tumori. La prima conseguenza di questa ricerca, finanziata dall'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (Airc) è che ''le cellule malate diventano più sensibili ai farmaci chemioterapici, che possono così essere utilizzati a dosaggi inferiori'', osserva il coordinatore della ricerca, Giovanni Blandino, responsabile scientifico del Centro di oncogenomica di Roma. Avere nuovamente in circolazione la P73 significa anche ridurre la crescita tumorale quando la malattia è conclamata o di riuscire a prevenire il tumore quando la diagnosi è precoce. La realizzazione delle molecole, chiamate 5M e innocue per le cellule sane, è il punto di arrivo di una ricerca avviata anni fa dallo stesso gruppo dell'Ire, con la scoperta del legame fra la P53 e la P73. Poichè l'unico modo per dimostrare l'esistenza del legame era spezzarlo, spiega Blandino, sono state messe a punto le molecole, in seguito perfezionate grazie a modelli elaborati nell'Istituto Weizmann di Israele. Le molecole identificate finora sono efficaci contro alcune forme mutate della P53. ''Ora - prosegue - stiamo tentando di disegnare nuove molecole specifiche per altre mutazioni, in modo da permettere terapie personalizzate'': un traguardo ambizioso, considerando che la P53 è alterata nel 50% dei tumori.

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