L’epatite si previene anche con l’apporto dei medici di base

Redazione DottNet | 29/11/2012 17:36

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Prevenzione, informazione e cure e interventi di tipo sanitario ma anche sociale. Sono queste le ''armi'' per combattere le epatiti, infiammazioni del fegato acute o croniche che possono essere dovute a cause diverse, come virus, farmaci, alcol e sangue infetto. Queste malattie sono molto diffuse: nel mondo la sola epatite c colpisce 180 milioni di persone, un milione e mezzo delle quali in Italia. E' quanto e' emerso alla seconda giornata mondiale delle epatiti, voluta dall'Oms e celebrata oggi a Roma in Senato.

L'appuntamento, organizzato dall'Ace (Alleanza contro l'epatite) e' stata un'occasione per discutere del piano nazionale triennale per la lotta alle epatiti, presentato ieri al ministro per la Salute Renato Balduzzi e per parlare delle cure e dei sistemi strumentali migliori.  ''La giornata di oggi e' un'occasione per fare un primo bilancio e per rinnovare l'impegno a informare, confrontarsi e andare avanti su un documento condiviso'' ha detto il senatore Antonio Tomassini, presidente della Commissione Igiene e Sanita' del Senato, che sottolineato anche come sia necessario, soprattutto nel caso della cirrosi (una delle conseguenze delle epatiti), un intervento che sia di tipo sociale, legato alla prevenzione dell'abuso di alcol, oltre che sanitario. Il senatore Ignazio Marino, in un messaggio inviato agli organizzatori, ha spiegato:''Il mondo delle epatiti in Italia e' una realta' dolorosa e sommersa anche perche' le persone affette da questo virus sono spesso inconsapevoli di essere malate fino alle prime gravi manifestazioni cliniche''. ''Un aspetto su cui credo si debbano concentrare attenzione e risorse e' la prevenzione- ha proseguito- bisogna rafforzare la profilassi mediante la promozione di interventi che riducano le nuove infezioni''. ''Con l'alleanza di intenti tra medici di base e specialistici, pazienti e cittadini si e' riusciti a realizzare in tre mesi il piano per le epatiti'' ha sottolineato invece Antonio Gasbarrini, membro della Consulta per le epatiti e presidente di Fire Onlus . Durante l'evento sono stati consegnati a parlamentari, medici e Fondazioni i premi ''Nella vita ci vuole fegato'', per iniziative di particolare rilievo nella lotta contro le epatiti e le malattie del fegato.