Bersani, la sanità non è un lusso e va garantita a tutti i costi

Redazione DottNet | 01/12/2012 15:59

''Il sistema universalistico'' va ''garantito a tutti i costi'' perche' ''la sanita' pubblica non e' un lusso, e' un bene prezioso, essenziale per un Paese davvero democratico. Non si puo' derogare a questo principio''. Cosi' Pier Luigi Bersani in una lettera inviata all'Anaao (clicca qui per vedere le video-interviste realizzate a Roma in occasione dello sciopero della sanità), sottolineando che sui tagli ormai si e' raggiunta ''una soglia oltre cui non e' possibile andare'' e che ''se arriviamo a due sanita', una per chi ha di piu' e un'altra per chi ha meno'' si rischia ''il disastro sociale oltre che economico''.

''La situazione del nostro sistema sanitario e' difficile, inutile negarlo. Ma io sono piu' ottimista del presidente Monti e resto fermamente convinto che il sistema universalistico, cosi' come lo abbiamo costruito, debba essere garantito a tutti i costi'' scrive il segretario del Pd rispondendo a Costantino Troise, segretario del principale sindacato dei medici ospedalieri. Per Bersani ''va riconosciuto che, con i tagli drastici di questi anni associati a quelli previsti nella legge di stabilita', siamo arrivati a una soglia oltre la quale non e' possibile andare''. E, dice, ''condivido con i medici, gli infermieri e tutti gli operatori del settore che ho avuto modo di incontrare in questi mesi, il serio timore che si rischi di ridurre al collasso l'intero sistema che oggi si regge sull'impegno e la dedizione di chi lavora in condizioni di grave disagio''.  ''Solo due giorni fa - osserva - ero all'Idi, a Roma, per partecipare a un'assemblea di lavoratori che non ricevono lo stipendio da agosto. Nonostante questo ogni giorno vanno in ospedale, visitano, operano, curano le sofferenze di tante persone. Non se ne lavano le mani perche' il loro posto, il posto dei medici, e' a fianco dei pazienti. A loro va un grande rispetto e l'impegno serio da parte delle istituzioni e della politica a dare risposte concrete''. ''C'e' - ammette il segretario - molto lavoro da fare per riordinare, per contrastare gli sprechi e le inefficienze che ci sono. Ma a fronte di un serio impegno che ci dobbiamo assumere in questa direzione, c'e' un servizio pubblico che non va piu' toccato, non si puo' procedere sulla strada dei tagli, la via e' quella di una seria riorganizzazione''. Percorso che ''va fatto coinvolgendo le Regioni, gli amministratori e tutti i medici che sono in prima persona investiti della responsabilita' di far funzionare gli ospedali. E sono anche in prima linea nel rispondere ai pazienti che spesso non sono solo ammalati ma sono anche esasperati. Vi posso assicurare - conclude - che non ignoro questi problemi, sono molto chiari nella mia mente e nella mia agenda per il futuro dell'Italia''.

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