Cittadinanzattiva, farmaci sempre più costosi. Le farmacie non consegnano a domicilio. Federfarma: il servizio c’è da quindici anni

Redazione DottNet | 03/12/2012 18:15

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Farmaci sempre più costosi, con spese che arrivano anche fino a 2500 euro l'anno per i malati cronici, difficoltà ad averli e tempi lunghi perché siano inseriti nei prontuari: è il quadro che emerge da un'indagine di Cittadinanzattiva-Tribunale diritti del malato (Tdm) sull'accesso ai servizi farmaceutici pubblici e la distribuzione diretta dei farmaci.

- SPESE IN CRESCITA: per un malato cronico la spesa media annuale per l'acquisto di farmaci necessari e non, rimborsati dal Servizio sanitario nazionale, si stima sia di circa 1.227 euro, mentre quella per l'acquisto di parafarmaci è in media di 1.297, che insieme superano i 2.500 euro. ''I cittadini sono indignati per l'aumento del costo dei ticket e dei farmaci in fascia C e fascia A - commenta Giuseppe Scaramuzza, coordinatore del Tdm - Ci sono poi difficoltà nell'accesso per i farmaci ospedalieri, anche per motivi di burocrazia''. 

- POCHE CONSEGNE A DOMICILIO: e' un servizio ancora da sviluppare, soprattutto per la terapia del dolore. Nel 54% delle farmacie monitorate infatti non e' attivo un servizio di erogazione dei farmaci a domicilio. Nel 39,4% dei casi i cittadini sono costretti a ritirare il farmaco presso il presidio farmaceutico. Il 31% delle farmacie fornisce un servizio di assistenza domiciliare alle persone allettate (31%), il 9,9% a chi e' affetto da patologie croniche, rare e degenerative, il 5,6% a chi assume terapie a lungo termine .  Solo nell'8,5% delle realtà monitorate esistono protocolli per consegnare a domicilio i farmaci per la terapia del dolore. 

- RITARDI PER AVERE QUELLI INNOVATIVI: perché i farmaci siano disponibili ai cittadini devono superare numerosi passaggi a livello nazionale, regionale e poi locale. Passaggi che allungano i tempi per l'inserimento dei farmaci nei prontuari. Il tempo medio stimato necessario all'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) per l'autorizzazione e il prezzo di rimborso si aggira sui 226 giorni. A questi vanno aggiunti 449 giorni, di media, per l'inserimento nei prontuari regionali, e i tempi per includere i farmaci approvati dai prontuari regionali nei prontuari ospedalieri o aziendali. 

- MOBILITA' SANITARIA: il 35,8% dei presidi farmaceutici cerca di erogare il farmaco anche quando il centro prescrittore fa capo ad un'asl diversa, mentre il 29,9% fornisce il farmaco solo se e' contemplato nel prontuario. Quando il cittadino deve recarsi in una Regione diversa dalla sua, i presidi farmaceutici ospedalieri e territoriali garantiscono il farmaco anche per periodi di tempo piu' lunghi (81,5%), o contattano la asl per trovare un accordo (18,5%). 

La replica di Federfarma.Da moltissimi anni, circa 15, le farmacie private italiane offrono servizi di consegna a domicilio, appoggiandosi a vari operatori, oltre che quello di prenotazioni al cup. Da un paio di settimane, prima a farlo in Italia, Federfarma Lombardia ha attivato un servizio di recapito a domicilio dei farmaci interamente gestito dagli operatori di Federfarma.  A spiegarlo e' Annarosa Racca, presidente di Federfarma, dopo i dati diffusi ieri da Cittadinanzattiva sulla consegna a domicilio delle farmacie ospedaliere.  ''In tutte le regioni e le province - precisa - le farmacie private hanno attivato da tempo servizi di consegna a domicilio. A Milano abbiamo iniziato circa 15 anni fa, con i casi di emergenza. Nel tempo questi servizi si sono sempre piu' strutturati per venire incontro alle esigenze dei cittadini''. In Lombardia Federfarma ha deciso di partire e sperimentare questo servizio completamente 'autogestito', con un numero telefonico unico, 02.7010.2880, cui si puo' chiamare dalle 8 alle 17.30 di ogni giorno feriale. Il call center di Federfarma Lombardia prende nota delle richieste del chiamante e con un servizio di geolocalizzazione lo mette in contatto con la farmacia piu' vicina alla sua abitazione. ''Nella prima settimana - continua Racca - abbiamo ricevuto una cinquantina di telefonate, che e' un buon risultato. Il numero deve essere ancora conosciuto dai cittadini e pubblicizzato in farmacia''. In ogni caso ''il progetto e' molto interessante - conclude Racca - e c'e' molta attenzione anche da parte delle altre sedi regionali di Federfarma. Sono convinta che a breve potra' nascere in tutte le regioni italiane''.

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