Polillo (Ministero dell’Economia): occorre razionalizzare ulteriormente, le assicurazioni possono essere uno strumento. Smi: stanno demolendo l'Ssn

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 03/12/2012 19:14

''Popolazione più vecchia e costi sempre crescenti. Il premier Monti ha lanciato l'allarme. Serve ristrutturare la sanità perché il modello non è più compatibile con il futuro. E le polizze assicurative possono essere uno degli strumenti''. Parola del sottosegretario al ministero dell'Economia e delle Finanze Gianfranco Polillo, ospite 'Dibattiti Adnkronos' insieme al segretario nazionale della Fp Cgil Medici Massimo Cozza. Tenendo presente che il nostro Servizio sanitario nazionale e' uno dei migliori al mondo, ci sono ancora margini per razionalizzare ulteriormente", ha affermato il sottosegretario all'Economia.

 "Questi tagli - ha proseguito Polillo - seguono una logica diversa rispetto al passato: sono frutto del ragionamento" del commissario per la spending review "Enrico Bondi, che ha fatto un'analisi prendendo in considerazione dei benchmark relativi all'acquisto di beni intermedi, rilevando scarti molto elevati, fino al 30-40%" nel costo, ad esempio, di una siringa in strutture sanitarie diverse. "Bondi ha detto riduciamola - ha aggiunto - e per farlo ha fatto un calcolo che si muove nell'ottica della razionalizzazione. Non e' una cattiveria: la situazione del Paese e' quella che è. Noi agiamo non per il gusto di razionalizzare - conclude - ma perché siamo in una situazione in cui non ci possiamo permettere ulteriori spese''. In sintesi ''i tagli sono sostenibili''. Un allarme tagli arriva invece dal segretario nazionale della Fp Cgil Medici Massimo Cozza. "Per la prima volta il prossimo anno avremo un miliardo in meno di finanziamento" al Fondo sanitario nazionale "e questo significa che anche le Regioni piu' virtuose non potranno garantire assistenza. Questo significa lo scoppio del sistema".  "Anche al Nord - ha aggiunto Cozza - abbiamo difficolta'. Riusciamo a garantire le emergenze grazie al lavoro di 35 mila precari". E ancora: "Il prossimo anno i cittadini dovranno fare i conti con un ulteriore taglio di 7 mila posti letto. E' vero che dobbiamo razionalizzare - ha concluso - ma siamo arrivati ad avere quasi la meta' degli ospedali della Francia. Il cittadino che se lo potra' permettere si rivolgera' al privato. Di tagli si potra' morire".

Smi, addio all'Ssn. Il Sindacato dei Medici denuncia come sia in corso un tentativo di demolire il Ssn, partendo dagli accordi che si stabiliscono in sede regionale. Per il segretario generale dello Smi, Salvo Calì, «tanto nella Calabria governata dal Centrodestra, quanto nella Toscana governata dal Centrosinistra si abusa delle competenze derivanti da un malinteso federalismo e si applicano in modo strumentale le norme contenute nella riforma Balduzzi per chiudere postazioni di guardia medica e del 118, per affidare, dopo la mezzanotte, la continuità dell’assistenza ai medici dell’emergenza, che, oltretutto, dovrebbero occuparsi di altro, vista la loro specializzazione. Per esempio, come sarebbe più corretto, per stare sulla ambulanze, invece di esserne esclusi per fare posto a volontari e infermieri con una preparazione relativa. Così si sta distruggendo il Ssn pubblico, universale e di qualità». Sullo specifico della Toscana, intervengono ancora Pina Onotri, responsabile nazionale Smi della Continuità assistenziale e Fabiola Fini, responsabile nazionale del 118-convenzionati. «La Regione Toscana ha deciso di chiudere sessanta postazioni di emergenza 118, con una perdita considerevole di posti di lavoro: si calcola circa 150 medici. La decisione è stata presa senza consultare i sindacati , i quali, hanno subito proclamato lo stato di agitazione». «Lo Smi – aggiungono le due dirigenti - si è fatto promotore di proposte concrete di riorganizzazione dell'emergenza regionale, che salvaguardino i posti di lavoro, la tenuta del sistema, il diritto di tutti i cittadini ad avere un soccorso immediato ed efficace in ogni parte del territorio. Ma la Regione non ha mostrato alcuna disponibilità». «La nuova "rimodulazione" regionale, invece, - concludono Onotri e Fini - prevede l'impegno h16 della continuità assistenziale, con relativo taglio occupazionale e l'impiego, dopo mezzanotte, dei medici 118 nella doppia attività di emergenza e di guardia medica, con evidente sovrapposizione di tipologie lavorative diverse, che vanno a scapito dell'efficacia del soccorso e della ottimale assistenza medica ai cittadini. Una porcheria. Un progetto da cambiare subito, altrimenti lo contesteremo in tutte le sedi: politiche, sindacali e legali».

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