Appello dell’Enpam al ministro Passera affinché blocchi la norma sulla vendita a prezzo scontato degli immobili

Redazione DottNet | 04/12/2012 18:51

"Confidiamo che il ministro Passera respinga l'emendamento sulla vendita a prezzo scontato degli alloggi degli enti previdenziali privatizzati". Lo dichiarato il presidente dell'Enpam Alberto Oliveti. "Bene ha fatto il ministro Fornero a manifestare la sua contrarietà a questa modifica che rischia di minare la sostenibilità tanto faticosamente conquistata dagli enti dei professionisti" continua in una nota il presidente della Cassa dei medici e degli odontoiatri.

"L'Enpam - aggiunge - ha già sottoscritto accordi con le associazioni degli inquilini per determinare prezzi di vendita equi e per risolvere le situazioni di bisogno. No a colpi di mano".  L'allarme e' stato lanciato anche dal presidente dell'Adep, nonché dell'Inpgi, Andrea Camporese. Se ciò si verificasse sarebbe un’altra batosta dopo la sentenza del Consiglio di Stato dei giorni scorsi che respinge, in sostanza, il ricorso  avanzato dall’Adepp (l’Associazione degli enti previdenziali privati) contro l’inserimento da parte dell’Istat delle Casse di previdenza dei professionisti nell’elenco delle Pubbliche Amministrazioni, ribaltando due precedenti sentenze del Tar. Questo vuol dire che gli Enti di previdenza dovranno sottostare alle norme previste dalla “spending review” per tutte le P.A., a cominciare dal previsto taglio dei cosiddetti “costi intermedi” (nella misura del 5% nel 2012 e del 10% nel 2013) che dovranno poi essere versati all’erario.  “Una sentenza contraddittoria, che ci trova in totale dissenso, che si inserisce in modo non omogeneo nell’impianto normativo generale che sovraintende al sistema degli enti pensionistici privati e privatizzati”, commenta il presidente dell’Adepp Andrea Camporese, annunciando la volontà di compiere ulteriori passi legali. “È ovvio che le sentenze vanno rispettate – continua Camporese – ma è anche evidente che la battaglia giudiziaria in difesa del perimetro di autonomia non si può arrestare. Andremo in Corte Costituzionale a sostenere i nostri diritti sanciti dalle leggi di privatizzazione e percorreremo anche la via della Corte di Giustizia Europea. Da troppi anni sosteniamo la necessità di chiarire i confini della nostra responsabilità a tutela degli iscritti”.

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