Il giudice impone alle Regioni l’iscrizione al Servizio Sanitario per gli immigrati stranieri anziani

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 05/12/2012 17:12

Il Tribunale del Lavoro di Milano ha ordinato alla Regione Lombardia di ''rendere possibile l'iscrizione'' al Servizio Sanitario Nazionale degli immigrati con piu' di 65 anni - genitori entrati in Italia per ricongiungersi con i figli - che fino ad oggi non avevano accesso al Ssn in Lombardia, come in altre regioni italiane. Il giudice Marco Lualdi, giudicando sul caso di alcuni immigrati che hanno fatto ricorso, ha sancito, infatti, la ''natura discriminatoria della condotta tenuta'' dai Ministeri della Salute, del Lavoro e dell'Economia che avrebbero dovuto stabilire per decreto l'importo da versare per l'iscrizione volontaria degli immigrati con piu' di 65 anni, in base a una legge del 1998.

In realta', come ha spiegato l'avvocato Alberto Guariso, uno dei legali dei ricorrenti, ''da oltre 10 anni in Lombardia come in altre regioni, escluse Veneto e Emilia Romagna, la mancanza di questi decreti, mai emanati, ha comportato che i genitori di immigrati stranieri dovessero pagarsi tutte le cure''.A proporre il ricorso, per conto di alcuni immigrati, sono state le associazioni Naga, Asgi, Avvocati per Niente e Anolf Milano. Fino a oggi - spiega la Cisl Milano in una nota - ''i genitori ultra 65enni di immigrati stranieri, entrati in Italia per ricongiungimento familiare, non avevano diritto all'iscrizione al Servizio sanitario nazionale e quindi per curarsi dovevano pagare anche le prestazioni piu' essenziali''. La legge prevedeva, infatti - prosegue la nota - ''che il Ministero della Salute, di concerto con quello del Lavoro e dell'Economia e Finanze, stabilisse per decreto l’importo da versare per l'iscrizione volontaria. Decreto che non e' mai stato emanato''. Solo le Regioni Emilia Romagna e Veneto sono ''intervenute con iniziative ad hoc per risolvere il problema, in attesa dell'intervento ministeriale''.  Le associazioni avevano fatto ricorso al Tribunale del Lavoro denunciando la ''discriminazione in danno dei cittadini stranieri dal momento che non e' rispettato il principio costituzionale che sancisce la tutela della salute come diritto fondamentale dell'individuo''. Con la sentenza, depositata oggi, il giudice Lualdi ha dichiarato la ''natura discriminatoria della condotta tenuta dai Ministeri resistenti consistita nella mancata adozione dei decreti previsti'' e ha ordinato alla ''Regione Lombardia di rendere possibile l'iscrizione al Ssn'' degli immigrati che hanno fatto ricorso ''a fronte del versamento di un contributo forfettario annuale e non frazionabile, in analogia con quanto gia' disposto dalla Regione Veneto e Emilia Romagna, pari a 387 euro''.

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