Cgil, quarantamila precari a rischio nella sanità, cinquemila già a casa

Redazione DottNet | 05/12/2012 19:35

anaao

Tra 2010 e 2012 già circa 5mila medici e infermieri precari sono rimasti a casa. E' l'allarme che lancia la Cgil comparando i dati dell'ultimo conto economico dello Stato del 2010 che indicava ''in circa 40mila'' i precari in sanità a fronte degli attuali ''circa 35 mila indicati dal ministro Patroni Griffi nell'incontro dello scorso novembre'', come spiega Cecilia Taranto, segretario Fp Cgil. ''Senza precari - aggiunge Massimo Cozza, Cgil Medici - salta la sostenibilità del sistema in molte Regioni''.

''I numeri, ammesso che siano gli ultimi forniti dal Ministro, parlano da soli. Tra i 260mila precari della pubblica amministrazione - afferma  Taranto, Segretaria Nazionale della Fp-Cgil - circa 35mila lavorano in sanità, come confermano i dati forniti dallo stesso Patroni Griffi nell'incontro del 28 Novembre a Palazzo Vidoni. Comparandoli con quelli forniti dal Conto annuale della Ragioneria Generale dello Stato è possibile quindi stabilire quanti di questi precari sono già stati lasciati fuori dal lavoro pubblico. Nel 2010 erano circa 40mila, esclusi gli 8 mila Cococo, che tanto il Ministro quanto le sue tabelle sembrano non tenere in considerazione. All'appello mancano quindi almeno 5mila precari, che non sono stati assunti a tempo indeterminato ne tanto meno hanno visto rinnovati i propri contratti. Parliamo di circa 4mila infermieri e mille medici''. ''Gia' si sta rimettendo in discussione il Servizio Sanitario Nazionale con minori risorse e con il blocco del turn over. Senza precari - aggiunge Massimo Cozza, Segretario Nazionale della Fp-Cgil Medici - si precarizza la sanità pubblica. La mancata stabilizzazione in diverse Regioni, in particolare Lazio, Campania, Puglia e Calabria, farebbe saltare la sostenibilità del sistema e i servizi essenziali, dal pronto soccorso ai reparti ospedalieri. Ma anche servizi territoriali come i centri di salute mentale e i servizi per le tossicodipendenze rischiano la chiusura''. ''Se non si prorogano i contratti dei lavoratori precari, la Sanita' e' a rischio in alcune regioni'', incalza  il segretario nazionale del sindacato dei medici dirigenti Anaao-Assomed, Costantino Troise. ''Se non verranno immediatamente prorogati i contratti a tempo determinato flessibili o atipici che riguardano decine di migliaia di addetti del Servizio Sanitario nazionale - afferma Troise in una nota - si rischia il collasso di molte strutture in occasione delle prossime festivita'''. Si rischia, spiega, ''una pericolosa coincidenza di carenza di organici specie nel settore dell'emergenza urgenza che si sovrappone ad un periodo di abituale iperafflusso nelle strutture ospedaliere per malattie stagionali, e per l'attivita' ridotta della medicina di base legata alle numerose giornate festive e prefestive''.  Le Regioni e le Aziende sanitarie che con il decreto Balduzzi hanno ''tutti gli strumenti normativi per prorogare i contratti dei precari, non devono esitare ulteriormente a deliberare questa proroga - rileva troise - per mantenere i livelli essenziali di assistenza ed evitare il collasso delle strutture''. L'Anaao Assomed, conclude il leader sindacale, ''si impegna ad utilizzare i veicoli legislativi disponibili per una soluzione immediata al problema''.

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