Convenzioni, scoppia la polemica dopo la bozza Sisac: sindacati sul piede di guerra. Invitano alla cautela solo Fimmg, Fimp e Sumai

Redazione DottNet | 06/12/2012 19:50

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La Fp Cgil Medici non ci sta e tuona contra la bozza d'atto d'indirizzo per il rinnovo delle convenzioni che Dottnet ha pubblicato ieri.  "Non mancano le forzature – afferma Nicola Preiti, Coordinatore Nazionale Fp-Cgil Medici Medicina Convenzionata - ad esempio con la previsione del rapporto esclusivo. Era fra le righe del decreto ed è un'esigenza implicita del tipo di riorganizzazione, ma si deve discutere, non si può dare per scontata (anzi gratis) prima di iniziare la partita. O con la previsione della sospensione e successiva riconversione delle indennità: se si sospendono chi paga i servizi erogati con esse? La scelta dei due tempi nasconde la volontà delle Regioni di fare cassa”.

“Non si capisce – prosegue Preiti - poi cosa c’entri l’emergenza territoriale con il ruolo unico della medicina generale. Per noi il ruolo unico è sacrosanto e dovrebbe riguardare tutti i medici convenzionati, pediatri e specialisti ambulatoriali. Ma i medici che fanno l’emergenza territoriale sono oggi al 70%-80% dipendenti. Insomma il ruolo unico c’è l’hanno già, è quello della dirigenza”. Per il sindacalista della Fp Cgil Medici “le Regioni purtroppo non sono riuscite a contrastare il Decreto quando era il momento, indebolite politicamente dalle note vicissitudini e dalla incapacità di una visione organica e nazionale della riorganizzazione dell’assistenza territoriale. Ora è bene che facciano chiarezza senza accarezzare l’idea di trasferite tutto il carico sui medici”. “Avevamo chiesto investimenti – aggiunge Preiti -, risorse, modifiche normative e dei profili professionali effettivi. Avevamo dettagliato una visione di assistenza territoriale che andasse incontro alle esigenze di sostenibilità del sistema e anche alle moderne necessità assistenziali dei cittadini, richiesto di correlare gli obiettivi di salute, i servizi, con le strutture e le risorse  strumentali, professionali e finanziarie necessarie”. “Continueremo – conclude - nelle nostre richieste in modo da rendere realizzabile l’h 24 per sette giorni a settimana, valorizzando e non penalizzando i medici”. 

Smi.Altrettanto impietoso è il giudizio del Sindacato dei Medici Italiani. Per Luigi De Lucia, vice segretario generale Smi, “se fossero confermate le indiscrezioni pubblicate dalla stampa, non potremmo che confermare la nostra più decisa opposizione”. “La premiata ditta, ‘Regioni-Fimmg’ (e accoliti) – prosegue De Lucia - , ha prodotto il mostro che demolirà la medicina del territorio. Niente risorse, innanzitutto, poi, per aggiungere ulteriori elementi di irrazionalità, si prevede una delirante esclusività di rapporto, dopo che nella riforma non si è contemplato nemmeno il tempo pieno. E, infine, taglio netto delle indennità che si percepiscono  per l'associazionismo, l'indennità informatica, gli incentivi per il personale (eccetera). Una porcheria”. 

Snami. Durissima presa di posizione dello SNAMI. Angelo Testa, Presidente Nazionale del sindacato autonomo afferma: “Come stiamo denunciando da tempo si sta paventando un epilogo amaro per la medicina generale e le cure primarie. Non più "solo" cambiamenti peggiorativi ad isorisorse, ampiamente annunciate e paradossalmente gradite dai soliti dirigenti sindacali, ma addirittura tagli importanti agli stipendi dei medici del territorio”. Secondo Domenico Salvago, Addetto stampa Nazionale dello Snami: “ non bisogna cessare di sottolineare in tutte le sedi e in tutte le maniere possibili che c'è chi ha voluto questo scempio. Un ministro che senza alcuna concertazione e con evidente scarsa conoscenza della medicina generale che promulga cambiamenti impossibili perché senza alcun finanziamento, un sindacato che plaude ad un decreto che prevede irrealistiche forme di assistenza con medici-marziani stakanovisti e con il dono dell'ubiquità e, dulcis in fundo, le regioni, a cui non sembrerà vero di porre condizioni capestro: esclusività del rapporto di lavoro e taglio economico delle indennità percepite dai medici a vario titolo”. Salvatore Santacroce, Vicesegretario Nazionale incalza: “I nostri emolumenti comprendono più voci che corrispondono alla articolazione della nostra attività. Nel tempo i nostri accordi nazionali e regionali hanno previsto una serie di istituti per migliorare l'assistenza ai cittadini. Forme associative di vario livello per cui i medici hanno investito nel tempo energie e parte dei loro stipendi per creare gruppi e reti per una più organica e capillare migliore organizzazione, per un'assistenza sanitaria di qualità. Ora, dopo che i Colleghi hanno investito dei soldi solo parzialmente rimborsati da quelle indennità, che oggi la Parte Pubblica vorrebbe cancellare con un colpo di spugna, si innesta una retromarcia dequalificante per il livello di assistenza al Cittadino. Tra le altre indennità sparirà anche quella informatica e quella per la segretaria. Saremo costretti a licenziare migliaia di segretarie in tutta Italia perché i nostri stipendi, ormai all'osso, non ci permetteranno di avere personale di studio dipendente”. Angelo Testa “denuncia gli stravolgimenti delle cure primarie normati e voluti da un Ministro nonostante le regioni abbiano ribadito più volte che non hanno i soldi per finanziare le necessarie strutture che quindi si vorrebbero porre a carico economico dei Medici. Denunciamo le gravi responsabilità di chi si è sempre dichiarato favorevole al decreto Balduzzi, primum movens delle prossime decurtazioni degli emolumenti dei medici di medicina generale. Lo Snami proclama da subito lo stato permanente di agitazione dei propri iscritti ed invita tutti i Colleghi, anche non iscritti, ad aprire gli occhi sulle responsabilità personali di chi ha contribuito colpevolmente al degrado a cui oggi siamo arrivati e li invita a partecipare alla lotta per salvaguardare la nostra dignità di Medici e conservare il nostro posto di lavoro”. 

Fimmg.La Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) ''respinge provocazioni allarmistiche''.  ''E' nostra intenzione - si legge nella nota del sindacato dei medici di base - evitare la diffusione di messaggi allarmistici, in quanto tale bozza appare chiaramente ad un livello di elaborazione ancora molto grezzo, non e' istituzionalmente confermata e comunque ampiamente modificabile vista l'evidente imprecisione delle intenzioni dichiarate e la numerosità degli interrogativi in essa contenuti''.  La Segreteria nazionale ritiene che ''molti degli interrogativi della bozza troverebbero soluzioni condivise con i rappresentanti della categoria attraverso un confronto politico. Questo confronto, preliminare alla stesura definitiva dell'atto di indirizzo da parte di Regioni e Governo, è necessario anche per consentire la realizzazione dell'Accordo nei tempi previsti dalla legge''. La maggior parte dei Segretari regionali segnala inoltre una ''discordanza fra i contenuti della bozza e quanto stanno elaborando nel confronto con le rispettive Regioni''. La Segreteria nazionale della FIMMG, pertanto, auspica, ''nei più brevi tempi possibili, un confronto serio e costruttivo con chi ha la rappresentanza politica ufficiale delle Regioni a livello nazionale''. 

Fimp. Porre subito un freno ad interpretazioni allarmistiche e fuorvianti causate dalla Bozza pubblicata, della quale non è nota nemmeno la paternità”. Ad affermarlo, in una nota, è la Segreteria Nazionale Fimp, commentando la bozza di Atto di Indirizzo delle Regioni anticipata ieri.  La Fimp informa infine che “già nei giorni scorsi il presidente della Federazione Italiana medici Pediatri, Giuseppe Mele, ha richiesto un incontro alle Istituzioni, con lo scopo di definire, in via preliminare, gli argomenti che dovranno essere tema di trattazione all'interno del testo definitivo dell'Atto di Indirizzo e che permetteranno di rispettare i termini temporali imposti dal Decreto Balduzzi”. 

Sumai.“Il Sumai-Assoprof invita la categoria ad evitare ogni allarmismo in merito alla bozza d’Atto d’Indirizzo delle Regioni pubblicata dagli organi di stampa in questi giorni. Il documento, che oltretutto non ha nessuna intestazione, pone diversi interrogativi che possono indurre ad interpretazioni allarmistiche e fuorvianti. Ribadiamo che il Sumai-Assoprof, come del resto le altre O.O.S.S. della medicina convenzionata, ha già richiesto un incontro rapido con le Istituzioni, con l’obiettivo di definire i temi che saranno trattati all’interno del testo definitivo dell'Atto di Indirizzo in modo da raggiungere in tempi rapidi un’intesa”. Lo afferma il segretario del Sumai-Assoprof, Roberto Lala componente tra l’altro del Cda dell’Enpam.

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