Contro l’abuso di tagli cesarei occorrono le tariffe Drg regionali

Ginecologia | Redazione DottNet | 08/12/2012 13:38

L'adozione di tariffe DRG regionali potrebbe scoraggiare il ricorso inappropriato al taglio cesareo (TC), piaga del nostro Paese dove la media regionale dei TC è intorno al 40% del totale dei parti, ben al di sopra della media OCSE (25%), con picchi del 50 e 60% in Sicilia e in Campania rispettivamente. Emerge da uno studio condotto da Gilberto Turati dell’Università di Torino, insieme a Maura Francese della Banca d'Italia e presentato al III Workshop di Econometria in Sanità in corso a Siena. Significa che l'attivismo delle Regioni nella gestione delle tariffe aiuta a combattere l'inappropriatezza e le inefficienze'', rileva Turati.

Ma l'effetto positivo dell'adozione di tariffari regionali sull'appropriatezza dei TC e' contrastato dalla presenza di troppo privato nella sanita' della Regione, segno di una capacita' di lobby sui governi regionali da parte dei produttori privati, spiega Turati. I ricercatori hanno confrontato le Regioni sui TC: ''abbiamo considerato i dati relativi alla percentuale di TC in ciascuna Regione italiana tra 1997 e 2005''.  E' emerso che a parità di tutti i fattori clinici che possono far optare per un TC le differenze regionali nella proporzione dei TC sono correlate con la struttura dell'offerta di servizi (pubblica e privata) e le politiche di prezzo. ''Abbiamo notato - spiega Turati - che l'adozione di tariffe regionali (DRG regionali diversi dalle tariffe nazionali) e' associata a un numero minore di TC. Ma quando c'e' troppo privato nella sanita' regionale le politiche di prezzo perdono in parte il loro effetto di contrasto ai TC inappropriati: piu' alta e' la quota di produttori privati e meno efficaci sembrano le politiche di prezzo nel contenimento del numero di parti cesarei''.

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